Impiega i tuoi talenti.
Con Inail la Pubblica amministrazione aiuta le persone a valorizzare competenze e attitudini. Dallo scorso settembre la sede Inail di Roma Laurentino, gestita dal direttore Daniele Martina, con il coordinamento della dottoressa Angela Razzino, direttore regionale Inail Lazio, ha coinvolto nove tirocinanti adulti con disabilità, nell’ambito del tirocinio di inclusione e riabilitazione avviato presso Inail, in attività dirette facenti capo all’Istituto: dalla gestione della corrispondenza cartacea, dalla catalogazione, alla scansione e all’archiviazione. I protagonisti di questa iniziativa sono persone che hanno lavorato al Contact Center integrato di Superabile Inail fino alla fine del 2022. Poi, da gennaio 2024, è iniziata per loro una nuova avventura grazie al tirocinio extracurriculare realizzato dall’Inail facendo leva sulle loro capacità e desideri, per non lasciarli soli in un momento in cui la fine di un lavoro avrebbe rischiato di compromettere, tra l’altro, il patrimonio di conoscenze e competenze acquisite nel tempo. Grazie a un progetto di rete sul territorio (con la Regione Lazio – Centro per l’Impiego, la Asl Roma 2, il Policlinico Tor Vergata, l’Università di Roma Tor Vergata e il Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro e ambientale Inail), Antonio, Daniela, Emiliano, Fabio, Maria Vittoria, Mauro, Stefano, Tiziano e Vincenzo, si sono messi alla prova, prima attraverso i podcast – per raccontarci un modo di vivere le disabilità oltre i pregiudizi – e poi impegnandosi nelle attività di una sede territoriale Inail. “Siamo partiti dalla gestione della corrispondenza, e non sono lettere d’amore – sorride Maria Vittoria – Il nostro lavoro SuperAbile INAIL Novembre 2025 consiste, al momento, nell’aprire le buste e catalogarle. Così facendo ci sentiamo utili”. Non amano stare con le mani in mano, i tirocinanti vogliono lavorare insieme ai dipendenti della sede. E sono arrivati preparati in questa fase operativa del tirocinio, perché hanno seguito corsi di informatica, di social media manager, di disability manager, comunicazione e storytelling, e sono desiderosi di dimostrare quello che hanno imparato. Ora hanno l’opportunità concreta di mettersi alla prova in un luogo di lavoro e possono contare sull’aiuto dei tutor interni Furio Panizzi, Michelina Lombardi, Concetta Vatrano e Margherita Caristi, e un tutor esterno che li conosce da oltre vent’anni, Giovanni Sansone, ex presidente della cooperativa sociale Tandem. I cinque tutor hanno ragionato insieme alla direzione centrale prestazioni socio-sanitarie e al Direttore della sede romana dell’Istituto, su come valorizzare la loro presenza negli uffici territoriali. “Siamo in una dimensione progettuale in cui le mansioni affidate ai singoli tirocinanti vanno a definirsi giorno dopo giorno – ci spiega Martina – in considerazione delle Nella Direzione territoriale di Roma Laurentino è partita la seconda fase del tirocinio extracurriculare disegnato dall’Istituto con i lavoratori della ex cooperativa Tandem, che dopo averci fatto sognare con i loro podcast si mettono alla prova in un vero luogo di lavoro attività della sede e delle loro abilità. Nella nostra sede sono tante le cose da fare e che possiamo delineare. In questo periodo potrebbero maturare anche altre attività specifiche in cui potremo prevedere il loro coinvolgimento. L’idea di fondo è passare da uno spazio in cui i tirocinanti svolgono delle attività belle e stimolanti come i podcast, a uno che li coinvolge in una dimensione lavorativa più ampia e oggettivamente inclusiva”. Parla di “esperienza professionalizzante” Martina, perché i tirocinanti “sono rientrati in un contesto lavorativo dove, oltre a sperimentare una dimensione relazionale, possono farsi un’idea di quello che significa misurarsi con le attività di una sede territoriale”. E il clima lì a Via Gradi è dei migliori, anche dal punto di vista dei collaboratori. “Sono tutti consapevoli che i tirocinanti non sono persone da ospitare, ma ‘colleghi’ con cui collaborare in una logica di integrazione. Credo che la novità stia proprio nel pensare questo progetto come risorsa per entrambe le parti – afferma – partendo dalle loro abilità, li abbiamo impegnati in quelle mansioni in cui si sentono più a loro agio per esperienze maturate e capacità. È un gioco di match tra abilità ed esigenze della sede”. Stefano, per esempio, è il ‘genio’ di Excel: “Possiamo renderci utili qui dentro. Lavorare in Inail è stimolante e mi sento in dovere di partecipare il più possibile a questa seconda fase. La collega Laura Maggi, con la quale collaboriamo, è bravissima e con il direttore e gli altri dipendenti mi trovo bene”. Tiziano in questa nuova sede si sente a casa: “È un lavoro rilassante – dice – ma richiede precisione e molta attenzione. Quando avrò finito mi occuperò di archiviazione, me lo ha chiesto il vicedirettore”. Anche Emiliano non si annoia, “mi piace smistare la posta, mi fa sentire bene” ed è come se avesse sempre fatto questo lavoro. “Il lungo training iniziale sui podcast (di cui abbiamo parlato nella rivista di agosto-settembre) li ha allenati a essere creativi – precisa Sansone – e ora questo lavoro sta mettendo in circolo tante nuove motivazioni”. Per il tutor che li segue da anni, il tirocinio sta scoprendo un nuovo modo di sperimentare forme utili alla costruzione di collocamento mirato, in casi e organizzazioni complesse “che si potrebbe suggerire allo stesso centro per l’impiego”. Panizzi aggiunge che in questo modo “si supera il pregiudizio che la persona con disabilità possa avere difficoltà tali che rallentano il lavoro. Anzi, diversi tipi di intelligenza e di manualità possono essere più performanti e creativi di chi non vive alcune condizioni. Collaborare è una soft skill che non si finisce mai di apprendere, qui tutti possiamo imparare dall’altro”. Si tratta di guardare al “valore aggiunto – suggeriscono Vatrano e Lombardi – i nostri tirocinanti, infatti, sono d’aiuto ai dipendenti della sede ma acquisiscono allo stesso tempo competenze utili che potranno spendersi nei diversi contesti del mondo del lavoro alla fine del tirocinio”. Dicembre è l’ultimo mese e sarà ricco di paure e aspettative per gli ex colleghi di SuperAbile Inail. Dovranno affrontare un nuovo grande cambiamento: la conclusione del tirocinio, ma “hanno già superato la sfida più grande: sanno mettersi in gioco”, dice Giuseppina Ripepi, la tirocinante assistente sociale dell’Università La Sapienza che li segue in questa seconda fase del tirocinio ed è felice di rimettersi in gioco insieme a loro.
Fonte: Superabile.it
Photo: Superabile.it