Donne e disabilità, il linguaggio abbatte le barriere. Un libro di Giulia Giornaliste invita a superare stereotipi e pietismi nell’informazione
Sui giornali e online, la vita delle donne con disabilità è raccontata attraverso due stereotipi opposti: quello della vittima, soggetto passivo e senza reazioni personali, e quello dell’eroina, fonte di ispirazione per tutti gli altri. Lo sostiene il libro “Donne, disabilità e media. Parole vs. Barriere”, realizzato da Giulia Giornaliste Sardegna (Giornaliste unite libere autonome) con il contributo della fondazione Sardegna e dell’Università di Cagliari. Il volume invita giornalisti e comunicatori a usare un linguaggio più corretto e rispettoso, capace di raccontare le persone senza ridurle alla loro condizione.
Su Specchio della Stampa, si ricorda come l’attivista australiana Stella Young definì questo approccio “inspiration porn”, cioè l’uso emotivo della disabilità per suscitare compassione o ammirazione. Secondo le autrici del volume, la regola fondamentale è mettere sempre al centro la persona, evitando espressioni considerate scorrette come “portatore di handicap” o “costretto su una sedia a rotelle”. La disabilità non deve diventare l’unico elemento con cui definire una donna, che può essere madre, professionista o cittadina senza essere automaticamente descritta come “coraggiosa”.
Il libro affronta anche il tema dell’intersezionalità, sottolineando come genere e disabilità creino forme specifiche di discriminazione che incidono su autonomia, accessibilità, salute sessuale e diritto all’autodeterminazione. Ampio spazio è dedicato alla sessualità, definita “l’ultimo tabù” dell’informazione occidentale.
Fonte: Superabile.it
Foto: Superabile.it