Assistenza ai familiari non autosufficienti, quali spese si possono detrarre

Assistenza ai familiari non autosufficienti, quali spese si possono detrarre

Assistenza ai familiari non autosufficienti, quali spese si possono detrarre. Dalle badanti alle case di cura, ecco i benefici fiscali previsti dalla legge

Con l’aumento dell’età media della popolazione, cresce anche il numero delle famiglie che devono assistere parenti non autosufficienti. La legge italiana prevede agevolazioni fiscali per chi sostiene spese legate all’assistenza personale, come l’assunzione di una badante o il ricovero in una casa di cura, purché la condizione di non autosufficienza sia certificata da un medico. I benefici possono essere richiesti anche se il familiare assistito possiede un reddito proprio e non è fiscalmente a carico.

Per ottenere la detrazione è necessario rispettare alcuni requisiti: il contribuente deve avere un reddito complessivo non superiore a 40.000 euro e i pagamenti devono essere fatti con strumenti tracciabili, come bonifici, carte o assegni. La detrazione prevista è pari al 19% su una spesa massima di 2.100 euro, con un recupero che può arrivare fino a 399 euro. Agevolazioni più ampie sono previste nei casi di disabilità con necessità di sostegno elevato o invalidità permanente. In queste situazioni le spese per assistenza specifica, ricovero e cure mediche possono essere dedotte dal reddito senza limiti massimi di importo, consentendo un risparmio fiscale che può arrivare fino al 43% delle somme sostenute. Per accedere ai benefici è indispensabile conservare la documentazione sanitaria e fiscale che attesti sia la disabilità sia le spese, fornendole al commercialista o al Caf di fiducia, conservandole poi per poterle esibire in caso di controlli dell’amministrazione finanziaria.

Fonte: Superabile.it

Foto: Superabile.it

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