Alice Di Luca e la lingua dei segni, dai figli al bancone della sua focacceria. La diagnosi di sordità totale come lo zio materno, a scuola le difficoltà nel seguire le lezioni e legare con i compagni. A vent’anni diventa imprenditrice
Quella di Alice è una storia che inizia con una diagnosi di sordità totale a un mese dalla nascita, come lo zio materno, e la scoperta del fattore ereditario. Vanno a scuola di Lingua italiana dei Segni (Lis), Alice viene seguita da un logopedista e quando arriva il momento di iscriverla all’asilo vengono contattati dalla Scuola dell’Infanzia e Asilo Nido Causa Pia d’Adda di Segrate che, venuti a conoscenza della storia di Alice, propongono di iscriverla nel loro plesso scolastico. Bambini e genitori dell’asilo imparano la Lis, lei, si legge su Oggi.it, fa parte in tutto e per tutto del gruppo classe e questa situazione prosegue anche per elementari e medie. Il mondo di Alice è assolutamente “normale”, a conferma che la disabilità nasce laddove la società pone dei limiti e non viceversa. Arrivata al liceo, però, si scontra con un altro mondo. Abituata ad ambienti scolastici inclusivi, qui trova un ambiente diverso e per la prima volta la mamma viene chiamata da un’insegnate che ipotizza che Alice possa avere un ritardo cognitivo. La risposta di Irene è netta “Ma lei lo sa che è sorda, vero?”. Alice fatica a seguire le lezioni perché si svolgono senza tener conto della sua sordità e lei perde i pezzi, non lega con i compagni e finito il quinquennio inizia subito a lavorare. L’idea della focacceria nasce quando ha poco più di vent’anni e nel giro di poco la sua vita cambia radicalmente: imprenditrice, moglie e mamma di due bambini. I suoi bambini oggi hanno 4 e 2 anni. Il più grande parla la Lis con la mamma e la avvisa se il fratellino piange. Entrambi saranno bilingue e frequentano lo stesso plesso scolastico che ha frequentato lei, dove oggi a imparare la Lis sono i genitori dei compagni di classe dei suoi bambini, in una sorta di continuità di inclusione allargata, dove anche i figli possano vivere la sordità di Alice come “normale” anche al di fuori del nucleo familiare. Anche i clienti di Alice sono incuriositi dalla Lis e spesso chiedono di imparare nuove parole. La bellezza della comunicazione che si apre all’altro, Alice riesce a spiegarla, forse senza nemmeno rendersene conto, quando racconta che nel giorno del matrimonio lei e il marito si sono scambiati le promesse parlando due lingue diverse: lui in Lis e lei parlando. Tutti che piangevano e loro due felici che ridevano chiedendosi il perché di tanta commozione.
Fonte: Superabile.it
Foto: Superabile.it