Barbuto (Uici): “Diritto alla mobilità essenziale per parlare di vita indipendente”

Barbuto (Uici): “Diritto alla mobilità essenziale per parlare di vita indipendente”

“Il diritto alla mobilità è essenziale per poter parlare di vita indipendente”. È il messaggio lanciato da Mario Barbuto, presidente nazionale dell’Uici (Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti), al seminario ‘Muoversi, vivere, partecipare’ nell’ambito di ExpoAid

“Il diritto alla mobilità è essenziale per poter parlare di vita indipendente”. È il messaggio lanciato da Mario Barbuto, presidente nazionale dell’Uici (Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti), al seminario ‘Muoversi, vivere, partecipare’ nell’ambito di ExpoAid, l’evento promosso dal ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli al Palacongressi di Rimini.

Barbuto trasferisce competenze, esperienze e sensazioni maturate nel ruolo di coordinatore del tavolo interministeriale sull’eliminazione delle barriere architettoniche. Per circa un anno e mezzo, il tavolo ha visto impegnati tecnici, amministratori locali e rappresentanti ministeriali nell’elaborazione di nuove strategie per garantire la mobilità autonoma e l’eliminazione delle barriere architettoniche. “Il decreto ministeriale 236 del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti risale al 1989 e detta le prescrizioni tecniche per la rimozione delle barriere architettoniche. Ovviamente queste prescrizioni sono del tutto obsolete rispetto a quello che può essere la mobilità concepita con lo sviluppo tecnologico e tecnico di oggi, che tiene conto di tante nuove tecnologie e dell’impiego dell’intelligenza artificiale”, chiarisce.

“Senza considerare- aggiunge- che spesso i piani obbligatori per tutti i comuni d’Italia relativi all’eliminazione delle barriere architettoniche diventano documenti da riporre accuratamente nei cassetti delle amministrazioni per poi vedere se e quando le barriere architettoniche si potranno effettivamente rimuovere”.

Nel suo intervento Barbuto richiama l’attenzione sulla necessità di rendere accessibili tutti gli ambiti della vita quotidiana: i trasporti – aereo, ferrovia e navi – le città, i luoghi pubblici e le abitazioni, con tutta la normativa riguardante il superamento delle barriere sia condominiali sia all’interno degli appartamenti.

Anche il lavoro è al centro del concetto di vita autonoma. “È un altro versante particolarmente delicato e particolarmente complicato- avverte- Diciamo che il tentativo è quello di mettere insieme la persona giusta al posto giusto e quindi di far coincidere la domanda e l’offerta. Però ancora molte volte si tende a pensare alla persona con disabilità come qualcuno da collocare in forza di un collocamento obbligatorio dovuto per legge, che certamente tante volte occorre, ma che bisognerebbe provare a superare con la cultura dell’inclusione. Inoltre, gli stessi datori di lavoro molte volte tendono a eludere, magari sottoponendosi al pagamento della multa, pur di non ‘costringersi’ all’assunzione, sia pure obbligatoria, delle persone con disabilità. E fa ancora più tristezza quando si pensa che anche molte istituzioni pubbliche, a livello di enti locali, qualche volta pure ministeriali, non sono particolarmente zelanti nell’attenzione a questa tematica. Nel nuovo Decreto Lavoro- fa sapere il presidente Uici- appena licenziato dal Parlamento, abbiamo cercato di far introdurre alcune norme che non hanno alcun costo per l’amministrazione e per il governo, ma che quantomeno condizionano la possibilità di ricevere i contributi pubblici previsti al rispetto delle leggi legate al collocamento delle persone con disabilità. Ci vuole tanto coraggio, tanta cultura e tanta voglia di superare il presente e di riconoscere le persone non per la disabilità che hanno – qualche volta esaltandone chissà quali meriti e altre volte invece relegandoli all’ultimo posticino dell’ultima delle cantine – ma per le abilità che conservano, per le loro competenze, per le loro capacità, considerando la disabilità un inciampo, un problema che sicuramente spesso diventa un ostacolo da superare, una barriera da eliminare, un vuoto da colmare, che però non può essere l’elemento fondamentale sulla base del quale misurare la capacità e l’effettiva competenza di una persona. Il cammino è lungo, lunghissimo- conclude- però questa è la via che dobbiamo seguire”.

Fonte: Superabile.it

Foto by Cooperativa Sociale Integrata Matrioska (www.coop-matrioska.it)

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