Una domanda a cui vuole dare una risposta e lo fa costruendo la soluzione al problema della moglie, colpita da ictus nel 2019. “Ma io potrò fotografare ancora?” È la domanda che Tiziana Pieri ha fatto al compagno Roberto Celi durante la riabilitazione, pochi mesi dopo l’ictus che nel settembre del 2019 le ha paralizzato il lato destro del corpo. Per lei, che da anni viveva con una macchina fotografica tra le mani e passava le domeniche in mare a seguire le regate nel Golfo della Spezia, il pensiero più duro non era solo la malattia e la conseguente disabilità ma era l’idea di non poter più scattare, si legge su primocanale.it. Il problema sembrava senza soluzione: le fotocamere sono progettate per essere usate con la mano destra e quella mano Tiziana non riusciva più a muoverla. Roberto allora inizia a cercare aiuto ovunque: contatta produttori di macchine fotografiche, aziende di accessori, scrive, telefona, insiste, lancia anche una raccolta firme e una campagna su Change.org per chiedere più attenzione verso chi vive una disabilità. Ma le risposte non arrivano. Così decide di fare da solo quello che nessuno aveva pensato di fare: costruire una soluzione per far tornare sua moglie a scattare fotografie. E ci riesce. La storia di Tiziana e della caparbietà del marito Roberto a ‘People – Cambia il tuo punto di vista’.
Una vita insieme tra fotografie e regate – Roberto e Tiziana si erano conosciuti proprio grazie alla fotografia, circa quindici anni fa. Da allora il mare era diventato il centro delle loro giornate. “Passavamo le domeniche a fare fotografie alle regate – racconta lui – era diventata una nostra passione. Lei amava le immagini di vela, i dettagli delle barche in movimento, la luce sulle onde, usava grandi teleobiettivi per catturare l’istante perfetto mentre le imbarcazioni che ‘volavano’ sull’acqua davanti alla costa ligure”. La fotografia, per loro, era molto più di un hobby. Era il modo di condividere il tempo insieme. Poi nella loro vita è arrivato l’ictus.
La promessa fatta in ospedale – Quando Tiziana gli chiede se potrà tornare a fotografare, Roberto non ha ancora una risposta concreta, ma sceglie comunque di dirle di sì. “Le ho detto: vedrai che troviamo una macchina” ricorda. Da quel momento inizia una ricerca lunga anni. Roberto scopre presto che sul mercato non esistono fotocamere progettate per chi può usare soltanto la mano sinistra. Allora comincia a studiare da solo. “A un certo punto ho iniziato a costruirla io- spiega- sono partito da una fotocamera con zoom elettronico, l’ho modificata completamente per adattarla alle esigenze di Tiziana: ho spostato il baricentro sotto l’obiettivo per renderla più stabile, ho aggiunto una fascia di sostegno e montato un comando remoto in una posizione ergonomica, facile da raggiungere con la mano sinistra”.
Il ritorno in mare – Grazie a quel supporto speciale, Tiziana torna finalmente a fotografare le regate. Di nuovo il vento, il rumore dell’acqua, le vele da inseguire con l’obiettivo. Una scena che fino a poco tempo prima sembrava impossibile. Per Roberto non è soltanto un risultato tecnico ma è il modo per restituire alla moglie una parte della sua vita. “La fotografia è tutto”. Così risponde Tiziana quando le si chiede cosa rappresenti la fotografia. “Tutto” ripete ancora. Dentro quella risposta ci sono gli anni passati in mare, la paura di perdere ciò che amava e la felicità di essere riuscita a riprenderselo, anche se in modo diverso, ridotto. Una vita cambiata, ma non fermata – Prima dell’ictus Roberto e Tiziana avevano comprato una barca pensando alla pensione e ai viaggi per mare. Quel progetto però ha dovuto cambiare forma. “Abbiamo dovuto dare via la barca- racconta Roberto- abbiamo preso un camper, al posto del tender ora c’è uno scooterino caricato dietro il camper e così viaggiamo, cercando nuovi panorami e quelli con le grandi moto ci salutano sempre”.
Fonte: Superabile.it
Foto by Cooperativa Sociale Integrata Matrioska