Juliette Fito: vivere e lavorare senza vista. La fisioterapista racconta pregiudizi, autonomia e quotidianità.
Juliette Fito ha 26 anni, vive a Besançon, in Francia, e fa la fisioterapista. È cieca. Fito ha scelto di rispondere ad alcune domande del magazine Vice per chiarire cosa significhi essere ciechi o ipovedenti. La cecità è l’assenza totale o quasi di percezione di luce e ombre; l’ipovisione comprende molte varianti, dalla perdita della visione periferica alla difficoltà nel distinguere colori e profondità. A 7 anni, a Fito è stata diagnosticata la retinite pigmentosa, una malattia che restringe progressivamente il campo visivo “come guardare dentro un tubo che si chiude“, fino al buio completo arrivato a 18 anni. Prima di perdere la vista ha cercato di “riempire” la sua memoria visiva, appassionata di fotografia.
Oggi si affida agli altri sensi e spesso riesce a immaginare correttamente i volti delle persone. Ama l’arte e la lettura, ma denuncia la scarsa accessibilità di molti film senza audiodescrizione; tra le opere che l’hanno colpita cita una mostra di Francis Bacon e il romanzo “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Garcia Marquez. Sui social usa poco Instagram e si affida al VoiceOver dell’iPhone. Sul lavoro spiega subito la sua condizione ai pazienti: non si sente più dotata degli altri, anche se molti pensano il contrario. Il vero ostacolo è un software gestionale non accessibile, che la costringe a chiedere aiuto. Nella vita quotidiana ha sviluppato strategie per vestirsi e truccarsi in autonomia. A infastidirla sono soprattutto pietismo e atteggiamenti protettivi: “Non ho bisogno che mi allaccino le scarpe“. Chiede solo di essere trattata da adulta e di poter sbagliare, perché l’autonomia si costruisce anche così.
Fonte: Superabile.it
Foto by Cooperativa Sociale Integrata Matrioska (www.coop-matrioska.it)