Referendum sulla giustizia: come, dove e quando si vota. La guida completa

Referendum sulla giustizia: come, dove e quando si vota. La guida completa

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E‘ di colore verde la scheda che sarà consegnata agli elettori in occasione del referendum confermativo della legge costituzionale: Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare.

I seggi sono aperti nella giornata di domenica 22 marzo, dalle ore 7 alle ore 23, e nella giornata di lunedì 23 marzo, dalle ore 7 alle ore 15. Lo scrutinio delle schede inizia alla chiusura delle urne.

C’è una sola scheda di colore verde. Questo è il quesito: Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titoloNorme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”?

Sotto il quesito ci sono due caselle: una per il sì e l’altra per il no. Si barra SI se si vuole approvare la riforma che modifica sette articoli della Costituzione, Si barra NO se non la si vuole approvare.

Essendo un referendum confermativo non c’è quorum. I risultati saranno validi a prescindere dal numero dei votanti. Conta solo la maggioranza dei voti validamente espressi. L’articolo 138 della Costituzione permette ai cittadini di approvare o respingere una legge di revisione costituzionale, che sia stata approvata dal Parlamento senza la maggioranza qualificata dei due terzi.

Come per ogni votazione bisogna presentarsi ai seggi con un documento di identità (carta di identità o altro documento di identificazione munito di fotografia) e la tessera elettorale che deve ancora avere spazi liberi. Se gli spazi per la certificazione del voto sono esauriti, bisogna richiedere il rinnovo esibendo il vecchio documento e un documento d’identità all’Ufficio Elettorale del Comune che può anche fare duplicati dei documenti in caso di furto o smarrimento.

Gli italiani residenti all’estero possono votare attraverso i consolati se sono iscritti all’Anagrafe Italiani Residenti all’Estero. Il consolato invia a casa schede, certificato elettorale e buste per la spedizione.

Non c’è voto per i fuorisede al referendum sulla riforma della Giustizia. Non esiste in Italia una legge che permetta in maniera strutturale a chi vive temporaneamente lontano dal proprio comune di residenza di votare. Se vogliono esercitare il diritto di voto i fuorisede devono tornare nel luogo in cui risulta la loro iscrizione elettorale. Esiste però la possibilità di aggirare l’ostacolo. I partiti, in particolare quelli di opposizione, hanno invitato i fuorisede a fare richiesta per diventare rappresentanti di lista, coloro che sorvegliano le operazioni di voto e lo scrutinio delle schede. I rappresentanti di lista, infatti, come il presidente e il segretario del seggio, hanno diritto a votare nella sezione in cui svolgono la loro funzione, anche se non sono iscritti tra gli elettori della sezione. È necessario compilare i format messi a disposizione sui vari siti dei partiti con i dati necessari per la nomina.

Fonte: Vanityfair.it

Foto: Vanityfair.it

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