Eugenio Barone fa il punto sul promettente studio ICOD e spiega anche che studiare la sindrome di Down permettere di scoprire nuovi meccanismi e alterazioni che impattano sulla popolazione generale, in riferimento per esempio a malattie autoimmuni, Alzheimer, cancro
Il 21 marzo si celebra la Giornata mondiale della sindrome di Down (SD), un appuntamento annuale per sostenere attivamente i diritti delle persone con questa sindrome. Si tratta di una giornata di sensibilizzazione globale formalmente istituita dalle Nazioni Unite dal 2012.
La sindrome di Down (trisomia 21) rappresenta la più frequente causa genetica di disabilità intellettiva e interessa un numero crescente di adulti, soprattutto grazie al significativo aumento dell’aspettativa di vita ottenuto con il miglioramento della gestione delle comorbidità. Un’ evoluzione che impone un cambio di paradigma: accanto alla cura in età pediatrica, diventa essenziale garantire una presa in carico strutturata nell’adulto, poiché in questa popolazione si osserva una marcata accelerazione dei processi legati all’invecchiamento e un rischio elevato di declino cognitivo e di malattia di Alzheimer. L’impatto è anche socio-economico, con un carico assistenziale che ricade in larga parte sulle famiglie.
Fonte: Superabile.it
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