Diciotto mesi di attesa per una risonanza magnetica a una ragazza con disabilità, il Codacons attacca: “La sanità pubblica ha il dovere di proteggere prima di tutto chi è più debole”.
Diciotto mesi per una risonanza magnetica. È quanto deve attendere una ventitreenne di Milazzo, con disabilità all’80% e sindrome di Behçet. Data dell’appuntamento per sottoporsi all’esame: dicembre 2026. Un’attesa che, secondo il Codacons, rappresenta una “una violazione palese del diritto alla salute sancito dalla Costituzione”. A riportare la notizia è Messina Today. La famiglia, esasperata dai ritardi, si è rivolta ai carabinieri. L’associazione dei consumatori ha annunciato un esposto alla procura di Messina e si dice pronta a costituirsi parte offesa, “per difendere non solo la ragazza, ma tutta la collettività siciliana”. Per il Codacons, “è inconcepibile che nel 2025 una persona con disabilità debba aspettare un esame fondamentale per oltre un anno e mezzo. I siciliani non sono cittadini di serie B”. E chiede ispezioni, sanzioni e un piano straordinario per ridurre le liste d’attesa, a partire dall’utilizzo di strutture convenzionate e dall’estensione del servizio anche nei giorni festivi. L’associazione sollecita inoltre l’intervento del ministro della Salute, Orazio Schillaci, chiedendo l’invio immediato di ispettori e la rimozione degli ostacoli all’accesso prioritario alle cure per i pazienti con disabilità, come già previsto dalla normativa. Il caso della giovane di Milazzo, secondo il Codacons, è solo la punta dell’iceberg. In tutta la Sicilia crescono i casi di cittadini costretti a pagare prestazioni private per evitare tempi d’attesa infiniti. “La sanità pubblica ha il dovere di proteggere prima di tutto chi è più debole – conclude il Codacons -. Se non è in grado di farlo, significa che il sistema va rifondato e che le responsabilità devono essere accertate“.
Fonte: Superabile.it
Photo: Superabile.it