Alzheimer e demenza, tutti i consigli pratici per i caregiver in un libro

Alzheimer e demenza, tutti i consigli pratici per i caregiver in un libro

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“Alzheimer e demenza in famiglia”, il volume che offre tanti consigli pratici per i caregiver da mettere in pratica nella vita di tutti i giorni

Se all’università ci hanno insegnato a domandarci “Che tipo di malattia ha quella persona?”, la demenza ci obbliga a porci un’altra domanda: “Che tipo di persona è quella che ha la malattia?”. Se è indubbio che, ad oggi, non siamo ancora in grado di guarire dall’Alzheimer e dalla demenza, altrettanto certo è che, per prendersi cura delle persone con demenza, “la biografia è più importante della biologia”.

Il messaggio alla base del volume “Alzheimer e demenza in famiglia” di Paula Spencer Scott e a cura di Antonio Guaita, edito da Erickson, è che quello che noi definiamo un “disturbo del comportamento” non lo è affatto: è, invece, un linguaggio, un messaggio di come la persona con la malattia vede, sente e vive la sua situazione in quel momento.

Attraverso storie ed esempi reali, il libro insegna ad ascoltare e a decifrare questo particolare linguaggio e offre un metodo per cercarne il significato, un processo interpretativo da cui derivano gli interventi di cura possibili.

Grazie a centinaia di domande, risposte e di soluzioni proposte da medici, assistenti sociali, specialisti della demenza e caregiver familiari, Alzheimer e demenza in famiglia intende fornire gli strumenti per non sacrificare se stessi, e porsi come un antidoto alla radicale sfiducia che troppo spesso si accompagna alla diagnosi.  

Dopo averlo letto, la conclusione del caregiver sarà: “Ha la demenza, c’è moltissimo che posso fare”.

Una guida di facile consultazione, scritta con linguaggio chiaro e pensata per chi dispone di poco tempo e si trova a gestire il peso emotivo e pratico di un’assistenza quotidiana.        

In occasione della Giornata internazionale per l’Alzheimer, che ricorre oggi 21 settembre, un esempio tratto dal libro mostra come piccoli accorgimenti possano aiutare a gestire alcuni dei momenti più difficili di una persona con demenza, come quando ripete domande o frasi a intervalli molto ravvicinati.

– Perché accade?

Una persona con demenza prova continuamente emozioni («Non voglio fare tardi!»), anche se non ricorda di aver appena espresso la stessa idea. E se un fattore scatenante, come ad esempio guardare l’orologio, si presenta a più riprese, può far sì che una persona si chieda ogni volta a che ora accadrà qualcosa.

– Cosa fare?

Per quanto possibile, con calma e senza commenti, date la stessa risposta. Cercate di non sottolineare l’ovvietà: “Hai appena detto la stessa cosa!” e cancellate dal vostro repertorio frasi come “Impegnati di più!”: la persona non può evitare questo comportamento.

Attenzione al vostro linguaggio del corpo: quando si risponde con un sospiro o abbassando gli occhi, la persona “legge” questo stato emotivo, che può farla sentire in ansia e tradursi in ulteriori ripetizioni.

Cercate di identificare l’emozione sottostante. Ansia? Noia? Paura? In questo modo potrete indirizzare i vostri commenti: se la persona sembra ansiosa mentre ripete qualcosa, dovrete tranquillizzarla di più. Se sembra annoiata, è un indizio per intraprendere un’attività nuova, se possibile.

Usate “frasi ponte” per dare una nuova direzione alla conversazione: “Sì, è una storia divertente quella che hai raccontato. Mi ricorda la volta che…”. Oppure: “Sì, hai dato da mangiare agli animali. Ora perché non scegliamo un programma in TV?”. Alcune persone rispondono bene al fatto di essere deviate verso i pensieri di un periodo precedente della vita, come l’infanzia.

Cercate di identificare un fattore scatenante. A volte la ciotola del cane, la copertina di una rivista, un soprammobile, un programma televisivo fanno scattare un pensiero che si ripete ogni volta che il vostro caro lo vede. Spostando o eliminando il fattore scatenante si potrebbe interrompere la ripetizione.

Provate a scrivere la risposta su un foglio di carta: “Abbiamo la visita medica alle 14:00”. Alla successiva ripetizione, indicate il foglio. Il solo fatto di averlo in mano a volte frena ulteriori domande.

Trovate un’attività che occupi le mani e la mente del vostro caro. Questo può attenuare un’emozione di fondo che causa la ripetizione (come la noia o l’ansia).

Provate a spostarvi voi in un’altra stanza o a iniziare una nuova attività. La distrazione può talvolta interrompere il ciclo.

Titolo: “Alzheimer e demenza in famiglia” di Paula Spencer Scott e a cura di Antonio Guaita

Casa editrice: Erickson

Prezzo: 18,50€     

Pagine: 328

Fonte: Superabile.it

Foto: Superabile.it

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