Oltre 2,4 milioni di persone hanno visto e condiviso il video “E’ ora di evolvere” di CoorDown, sui social, in versione italiana
Un messaggio chiaro che va dritto al punto: basta usare la parola mong***ide per insultare e denigrare. Un concetto che ha conquistato oltre 2.4 milioni di persone che hanno visto e condiviso il video di CoorDown sui social in versione italiana. Ogni parola della disabilità usata per offendere produce un danno reale: fa crescere gli stereotipi e legittima le discriminazioni. È il momento di far evolvere le nostre comunità e scegliere il rispetto. CoorDown celebra così l’11 ottobre, Giornata Nazionale delle persone con sindrome di Down, con la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “È ora di evolvere!”. Il video si apre con una cena rilassata tra amici, uno di loro ridendo si rivolge a chi non riesce ad aprire un barattolo con la battuta ‘Sei proprio un mong***ide’. La scena si interrompe perché Noah M Matofsky – attore protagonista con sindrome di Down – irrompe davanti alla telecamera spiegando che un tempo questa parola si poteva dire, ma era anche possibile lavare il bucato con l’urina, portare animali a processo, oppure vendere la propria moglie al mercato. Il protagonista spiega che usare ancora “la parola con la M” è un danno per tutte le persone con sindrome di Down e se continuiamo a farlo è “come se lavassimo ancora i panni con l’urina”. Il film, nato dalla collaborazione con l’agenzia SMALL di New York e prodotto da Indiana Production, è stato realizzato in versione italiana a Milano con il doppiaggio di Noah M Matofsky da parte di Francesco Romanelli, giovane attore con sindrome di Down, di 23 anni. Grazie all’intelligenza artificiale, i movimenti labiali degli attori sono stati riallineati al parlato italiano per rendere il doppiaggio più naturale e il film più semplice da seguire.
Nel 2026 CoorDown ha creato un agente AI – grazie alla collaborazione con Fairflai – addestrato per guidare alla scoperta di cosa significa concretamente creare una cultura del rispetto a partire dal linguaggio che si usa nella vita sociale e nelle relazioni umane. Un percorso fatto di esempi, attività e iniziative che si possono adottare negli ambienti di lavoro, a casa scegliendo passo dopo passo come attivarsi, trovando azioni da realizzare e condividere.
CoorDown nel weekend dell’ 11 ottobre è in oltre 200 piazze d’Italia insieme ai volontari delle associazioni per distribuire il messaggio di cioccolato (realizzato con cacao proveniente dal commercio equo e solidale) che sostiene progetti di partecipazione attiva delle persone con sindrome di Down e campagne di comunicazione in tutto il territorio nazionale. Sul sito web di CoorDown sono elencate le piazze delle città coinvolte.
Martina Fuga, Presidente di CoorDown dichiara: «In Europa e nel mondo vediamo segnali di involuzione che minacciano le fondamenta dell’inclusione delle persone con sindrome di Down: dal ritorno a classi e scuole separate, fino all’uso della disabilità come caratteristica da ridicolizzare o strumento per offendere. Siamo convinti che sia necessario smettere di usare parole come mong***ide a scuola come insulto tra studenti, al lavoro come scherzo tra colleghi, nello sport come sinonimo di incapacità. Ogni volta che si legittimano queste parole con un’alzata di spalle, con un sorriso o con il silenzio si demoliscono i loro diritti delle persone con sindrome di Down. Non è vero che non si può più dire nulla: si può scegliere un linguaggio che non danneggi le altre persone. E oggi evolvere è la risposta più forte a chi vorrebbe tornare indietro».
Fonte: Superabile.it
Foto: Superabile.it