Dopo la chiusura di maggio 2023, a Firenze riapre il centro per persone con disabilità in via Piave
Riapre il centro per persone con disabilità in via Piave a Firenze. A darne notizia è La Nazione, che ricorda come la struttura avesse chiuso i battenti nel maggio 2023. Ora dovrebbe riaprire, pur con una modalità un po’ diversa, nell’arco di pochi mesi. Ha preso il via, infatti, l’allestimento del cantiere per una serie di interventi che interesseranno la comunità alloggio di via Piave, aperta nei primi anni Novanta, e di proprietà dell’Azienda Usl. Sarà proprio la stessa Asl a occuparsi della ristrutturazione per un costo di circa 270mila euro: “I lavori– spiega Camilla Sanquerin presidente della Società della Salute zona fiorentina Nord Ovest- riguarderanno fra l’altro il rifacimento del tetto e di alcuni impianti interni. Le opere previste dovrebbero terminare entro il prossimo giugno e poi speriamo di poter avere a disposizione in tempi brevi l’immobile che sarà nuovamente una struttura destinata a persone con disabilità ma con utenti e modalità diverse rispetto al passato“. Il centro di via Piave, infatti, non sarà più una Cap, ovvero una Comunità alloggio protetta, ma un servizio residenziale con sei posti per utenti con un grado di disabilità, fisica o mentale, più basso: “La scelta – prosegue Sanquerin – deriva da alcuni motivi. Il primo è che una Cap è stata aperta all’ultimo piano dell’Istituto San Giuseppe e in essa sono confluite alcune persone con disabilità di via Piave. In più, il fatto che si tratti di un immobile a due piani spinge a far sì che non siano ospitate persone con disabilità fisica con necessità di sostegno elevato“. Si tratta comunque di un servizio che va incontro a esigenze precise del territorio: “E’ sicuramente una proposta e una modalità che fino ad ora non c’era – conclude la presidente della Sds Nord Ovest e assessore a Sesto – ci siamo infatti resi conto, soprattutto in questa ottica nuova sulle politiche della disabilità che mettono al centro i desideri e le necessità delle persone, che ci potesse essere un bisogno di autonomia cui proviamo a dare una risposta più cucita addosso possibile. Mettere persone con disabilità che non hanno una effettiva gravità in strutture troppo pesanti significherebbe non dare una risposta giusta al loro bisogno ma, nello stesso tempo, non si possono inserire in centri in cui non c’è una certa assistenza. Questa misura intermedia a Sesto mancava. Fra l’altro la collocazione nel centro cittadino dà la possibilità agli ospiti di accedere ai servizi ma anche semplicemente di andare a prendere un caffè insieme e avere una interazione con il territorio“.
Fonte: Superabile.it
Foto by Cooperativa Sociale Integrata Matrioska (www.coop-matrioska.it)