“Sentinel-Bio”, un braccialetto pensato per la sicurezza e il monitoraggio emotivo dei ragazzi con autismo

“Sentinel-Bio”, un braccialetto pensato per la sicurezza e il monitoraggio emotivo dei ragazzi con autismo

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Sentinel-Bio”, un braccialetto per la sicurezza e il monitoraggio emotivo dei ragazzi con autismo. L’inventore è un papà: “Nato per mio figlio ma ho ceduto gratis il brevetto perché possa aiutare tutti”. Un articolo di Giacomo Candoni

Tante invenzioni nascono per risolvere problemi concreti. E questo è anche il caso di “Sentinel-Bio”,- come riporta un articolo di Giacomo Candoni  su il Corriere.itun braccialetto pensato per la sicurezza e il monitoraggio emotivo delle persone con autismo. A progettarlo è Manuel Tomasi, padre di Marco, dodicenne trentino con disturbi dello spettro autistico: “È stato lo spirito genitoriale a spingermi a pensare a qualcosa di concreto per semplificare la nostra vita quotidiana”. Il dispositivo è dotato di un algoritmo che consente di prevedere eventuali picchi di stress o agitazione, mentre il sistema di comunicazione permette di attivare rapidamente soccorsi o interventi quando necessario.

Come funziona il braccialetto

L’idea è nata tra i vigneti della Val di Cembra, in Trentino, – si legge dove la famiglia Tomasi vive e dove Marco trascorre gran parte del proprio tempo libero: “La nostra è un’agricoltura eroica, in territori impervi e grazie al dispositivo riesco a controllare mio figlio anche se non lo vedo direttamente. Inoltre mi avvisa se deve andare in bagno durante la notte oppure se sta per avere una crisi mentre è in pulmino per andare alle terapie”», spiega il padre. “Il braccialetto è un guardiano fedele per la quotidianità”, aggiunge Tomasi.

Il brevetto

Laureato in cybersecurity, ha iniziato a lavorarci tre anni fa e le difficoltà non sono mancate: “L’ostacolo principale è stato trasformare la natura umana in un algoritmo, in un codice matematico”. Qualche giorno fa il deposito del brevetto alla Camera di commercio ha però fatto passare in secondo piano tutte le fatiche: “È stato uno dei giorni più belli della mia vita con il matrimonio e la nascita dei miei figli. Come arrivare in cima all’Everest e ammirare il panorama”, assicura Tomasi.

Nella vigna l’attività preferita di Marco è la vendemmia: “Quando vede il secchio pieno di uva è la persona più contenta al mondo, e questo riempie di gioia anche me”, sottolinea il papà. Al momento, Marco sta frequentando la seconda media, però il suo sogno è quello di proseguire in questo mondo e ha già scelto di frequentare un istituto agrario. Nonostante il potenziale commerciale dell’invenzione, Tomasi ha ceduto gratuitamente il brevetto alla Fondazione trentina per l’autismo: “Il presidente Giovanni Coletti sta facendo un lavoro straordinario di sensibilizzazione e ha appoggiato questo progetto sin dall’inizio. L’autismo non è buio ma luce, è un modo di vedere la realtà da un’angolazione diversa e il mio desiderio è che questo dispositivo possa migliorare la vita del maggior numero di famiglie”.

Le giornate di vendemmia

La vigna della famiglia Tomasi ha aperto più volte le porte a ragazzi con disturbi dello spettro autistico: “In collaborazione con la Cantina di Mezzocorona, organizziamo le giornate di vendemmia, insegniamo le tecniche di potatura e spieghiamo come si taglia l’erba”. L’idea è dunque quella di un agricoltura slegata dalle logiche di mercato: “Non ci interessa la produzione economica, ma quella sociale, generare un aiuto verso gli altri. La fioritura più bella non è quella che nasce sui rami, ma quella che sboccia sul volto dei ragazzi”, conclude Tomasi.

Fonte: https://corrieredeltrentino.corriere.it

Foto by Cooperativa Sociale Integrata Matrioska (www.coop-matrioska.it)

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