Un muro d’acciaio galleggiante per fermare l’ondata di rifiuti che ogni giorno percorre il Tevere verso il mare di Roma. È stata completata l’installazione della terza barriera acchiappa-plastica della Regione Lazio, posizionata strategicamente alla foce del fiume, in località Capo Due Remi, sul lato di Ostia.
L’intervento fa parte di un piano di monitoraggio che vede già operative altre due strutture: una sulla riva destra del Tevere e la prima, storica, posizionata sull‘Aniene. L’obiettivo è intercettare i detriti prima che raggiungano il Tirreno, trasformando i fiumi in una sorta di filtro ecologico.
I numeri raccolti durante il primo anno di monitoraggio restituiscono la fotografia di un ecosistema sotto pressione. Lungo l’asse Tevere–Aniene sono stati rimossi circa 120.000 chili di rifiuti, l’equivalente di 600 “Big Bag“. Non si tratta solo di bottigliette di plastica: tra i materiali recuperati figurano scaldabagni, cerchi di gomma, bombole del gas, legna, frigoriferi e persino materassi.
Questi oggetti, oltre a inquinare le acque, rappresentano un serio rischio per la sicurezza idraulica. Durante le piene, l’accumulo di rifiuti ingombranti può ostacolare il regolare deflusso della corrente, aumentando il pericolo di esondazioni.
Il sistema adottato, denominato Pelikan System, non si limita alla barriera passiva. Il progetto prevede l’impiego di una flotta di imbarcazioni “intelligenti“ dotate di:
Droni e ROV (veicoli subacquei pilotati da remoto) per l’ispezione dei fondali. Sonde parametriche per il monitoraggio in tempo reale della qualità dell’acqua.
Grate di raccolta profonde fino a un metro per intercettare i rifiuti semi-sommersi.
Le barriere, lunghe 40 metri e realizzate in acciaio zincato, sono state collocate in un’ansa del fiume dove la corrente spinge naturalmente i detriti verso l’esterno. In caso di piene eccezionali (con correnti superiori a 1,5 m/s), il sistema entra automaticamente in modalità “neutra“ per non interferire con il flusso idraulico e garantire la sicurezza della navigazione.
Secondo i dati tecnici, l’80% della plastica presente in mare proviene dalla terraferma, trasportata proprio dai corsi d’acqua. Con una portata media di 240 m³/s, il Tevere rappresenta il principale “nastro trasportatore” di rifiuti verso il litorale romano.
“Il sistema consente di incidere positivamente durante le piene – spiega l’assessore regionale al Demanio, Fabrizio Ghera.
“Il sistema consente di incidere positivamente durante le piene – spiega l’assessore regionale al Demanio, Fabrizio Ghera – raccogliendo grandi quantità di materiale galleggiante la cui rimozione è fondamentale per garantire il corretto flusso dei fiumi“. Un modello di gestione che punta a unire tecnologia e governance per tentare di risanare il tratto terminale della via d’acqua della Capitale.
Fonte: Romatoday.it
Foto by Cooperativa Sociale Integrata Matrioska (www.coop-matrioska.it)