L’Europa, stavolta, ci riguarda

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Federica Balzani entra nel Women’s Committee dell’European Disability Forum. Porta con sé oltre dieci anni di impegno in AISM e le questioni che attraversano la vita delle donne con disabilità. Un articolo di Enrica Marcenaro

 L’Europa sembra sempre un po’ lontana. Anche quando le sue decisioni ci riguardano da vicino, è difficile associarle a un volto conosciuto, a una persona con cui abbiamo condiviso esperienze e progetti. Questa volta quel volto c’è: è quello di Federica Balzani, cresciuta tra il Gruppo Giovani di AISM e oggi eletta nel Women’s Committee dell’European Disability Forum, l’organizzazione che rappresenta le persone con disabilità a livello europeo.

Per chi l’ha conosciuta in associazione, la notizia ha il sapore di un percorso che continua. E viene da sorridere: Federica, proprio lei. Dall’esperienza con gli altri giovani volontari all’impegno nelle relazioni internazionali, fino alla vicepresidenza della Piattaforma europea della sclerosi multipla, il confronto si è allargato, le responsabilità sono cresciute. Adesso questo percorso prosegue con un incarico dedicato ai diritti delle donne e delle ragazze con disabilità di tutta Europa.

Federica parteciperà al Comitato in rappresentanza del Forum Italiano sulla Disabilità, il FID. Porterà il contributo del movimento associativo italiano, insieme a una conoscenza maturata in oltre dieci anni di AISM: la sua esperienza di persona con SM e quelle di tante altre persone con sclerosi multipla e patologie correlate. Conosce le difficoltà che ritornano nella vita delle donne, le battaglie che richiedono pazienza e alleati. Soprattutto sa che un diritto può essere scritto benissimo ma continuare a funzionare male nella giornata di chi dovrebbe esercitarlo.

“L’impegno di questi oltre dieci anni in AISM e l’esperienza preziosa nella Piattaforma europea Sclerosi Multipla, di cui sono stata Vicepresidente, mi hanno dato l’opportunità di ascoltare, capire e rappresentare i bisogni delle persone, portando avanti battaglie su diversi fronti”, racconta Federica.

Ascoltare, capire, rappresentare: dietro queste parole ci sono persone. Qualcuna ha raccontato una difficoltà, qualcun’altra l’ha ascoltata e si è riconosciuta nella stessa esperienza. Un problema che sembrava soltanto proprio è diventato una questione da affrontare insieme. È uno dei lavori più preziosi che un’associazione come AISM possa fare. E quando quell’esperienza arriva in un confronto europeo, porta con sé una conoscenza che difficilmente si ricava da un documento.

Nel Women’s Committee l’attenzione sarà rivolta alle discriminazioni che possono intrecciarsi nella vita delle donne con disabilità. Quelle legate al genere e quelle legate alla disabilità possono sommarsi e restringere le opportunità di lavoro, l’autonomia, la partecipazione alla vita sociale. Si parla di discriminazioni multiple: pregiudizi diversi che finiscono per pesare sulla stessa persona, lasciando meno spazio al suo lavoro, ai suoi desideri, ai suoi progetti. Alla vita. Quanto serva questo lavoro lo raccontano anche i numeri. Il dato è netto: il 60,4% delle persone con sclerosi multipla e patologie correlate dichiara di aver subito almeno una forma di discriminazione.

Sei persone su dieci. Il 31,4% riferisce di averla subita nel lavoro, il 37,3% quando deve rinnovare la patente, fare l’ISEE o affrontare altri adempimenti burocratici. Sono dati che riguardano uomini e donne; ma per queste ultime, ai pregiudizi sulla disabilità possono aggiungersi quelli di genere.

Dietro ogni percentuale c’è qualcuno che avrebbe voluto semplicemente lavorare, sbrigare una pratica, proseguire la propria giornata (Fonte: Barometro della SM 2026).

Portare queste esperienze nel confronto europeo significa anche fare domande precise, prima che siano le persone a scoprire i limiti di una politica o di un servizio. Una proposta per favorire l’occupazione femminile considera anche le esigenze di chi convive con una malattia cronica? Un servizio è utilizzabile da chi ha una disabilità? Le giovani donne vengono coinvolte nelle decisioni che riguardano il loro futuro?

L’esperienza tra i giovani volontari di AISM, dà al percorso di Federica un significato in più.

Ricorda quanto possa contare trovare un luogo in cui prendere parola, confrontarsi, cominciare a fare qualcosa insieme. Ci si arriva con le proprie domande; nel tempo si impara a portare anche quelle degli altri. E quando quel percorso arriva fino a un’organizzazione europea, chi lo ha condiviso può pensare: quel percorso lo conosciamo, un pezzo lo abbiamo fatto insieme.

Del nuovo incarico Federica parla con entusiasmo e senso della responsabilità: “Questo nuovo incarico nell’EDF per me è un onore e una grande responsabilità: spero di portare avanti le nostre battaglie sui diritti nel migliore dei modi”.

Quel “nostre” è la parte della notizia che resta più vicina. Tiene dentro le persone ascoltate, il lavoro condiviso, le richieste che aspettano ancora una risposta.

Ci sarà da lavorare, naturalmente. Ma intanto qualcosa di buono è successo: una persona cresciuta tra i giovani dell’associazione ha conquistato questa fiducia. E la prossima volta che l’Europa sembrerà lontana, avremo un volto a cui pensare.

Fonte: Superabile.it

Foto: Superabile.it

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