“Nulla” è, a mio avviso, un capolavoro, uno di quei gioielli letterari che, pur incastonati nel dolore, continuano a brillare, a far brillare la vita, così come continua a brillare Sofia, e a irradiare il suo strano potere…
Lei, metteva pace e tranquillità.
«Avevo le sue ceneri, gli scatolini, i chiodi: ora apro il libro, mi sono detto. Avevo tutte queste cose davanti ma il mio lavoro procedeva a rilento. Avevo anche il Vangelo, da una parte. Non sapevo se aprire il Vangelo – che leggevo e rileggevo – oppure sfogliare La granulosi maligna acuta. Apro il Vangelo. Apro lo Hodgkin. Riguardo la foto, mi dicevo. Apro il Vangelo, apro lo Hodgkin, guardo le ceneri, mi ripetevo»
Fonte: Romapertutti.it
Foto: Amazono.com