Sensing Art, a Brera i capolavori si raccontano con la tecnologia. Una sperimentazione ideata e promossa da Meta, Pinacoteca di Brera ed EssilorLuxottica, in collaborazione con Ans, Uici e la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano
Rendere il patrimonio culturale sempre più accessibile significa permettere a più persone di conoscerlo, esplorarlo e costruire una relazione personale con l’arte. Oggi, l’evoluzione delle tecnologie wearable e dell’intelligenza artificiale apre nuove possibilità per rendere questa esperienza ancora più inclusiva. È da questa ambizione che nasce ‘Sensing Art – Capolavori oltre lo sguardo’, sperimentazione ideata e promossa da Meta, Pinacoteca di Brera ed EssilorLuxottica, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Subvedenti (Ans), l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (Uici) e la Fondazione Istituto dei Ciechi di Milano, con l’obiettivo di sperimentare nuove forme di accessibilità culturale per le persone cieche e ipovedenti. Un tema particolarmente rilevante in Italia – spiegano i promotori in una nota – dove il patrimonio culturale riveste un ruolo centrale e le limitazioni visive moderate o gravi interessano complessivamente il 18,6% della popolazione.
Presentato a Milano, il progetto ha ricevuto anche il sostegno istituzionale del ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, intervenuta con un videomessaggio per sottolineare il valore dell’iniziativa e il suo potenziale di sviluppo: “Il progetto realizzato alla Pinacoteca di Brera con Meta ed EssilorLuxottica mostra come le nuove tecnologie e l’intelligenza artificiale possano essere messe al servizio delle persone e dell’inclusione. Uno strumento che può davvero migliorare la qualità della vita delle persone cieche e ipovedenti, coniugando autonomia e indipendenza nel movimento con il tema della cultura, che deve essere fruibile e aperta a tutti. Questa è la svolta- spiega la ministra- ridurre quelle barriere che a volte sono fisiche, a volte sensoriali, a volte culturali, e dare a tutti la possibilità di seguire le proprie passioni. Mi auguro che questa importante sperimentazione possa diventare un modello da replicare in tanti altri musei e luoghi della cultura, perché ogni persona possa sentirsi davvero pienamente cittadino”.
L’iniziativa rappresenta una delle prime sperimentazioni museali al mondo che utilizza gli AI glasses sviluppati da Meta ed EssilorLuxottica all’interno di un’esperienza di visita dedicata a persone cieche e ipovedenti. La tecnologia si integra così con l’app ‘Grande Brera’ proponendo un’alternativa alla fruizione tradizionale del percorso DescriVedendo, che da 10 anni accompagna i visitatori alla scoperta di alcune delle opere più significative del museo.
“Rendere accessibile il patrimonio significa creare le condizioni perché ciascuno possa costruire il proprio rapporto con l’arte. DescriVedendo rappresenta da anni una parte importante del nostro impegno, e oggi possiamo arricchirlo di un’ulteriore possibilità, nata dall’incontro tra competenze culturali, tecnologia ed esperienza delle persone. La Pinacoteca continua a essere un luogo di sperimentazione in cui esplorare nuovi linguaggi e strumenti capaci di avvicinare un patrimonio universale a un pubblico sempre più ampio”, afferma Angelo Crespi, direttore Grande Brera e Cenacolo Vinciano. Il percorso accompagna i visitatori alla scoperta di otto capolavori della collezione, attraverso tre diversi contenuti per ogni opera sviluppati secondo il metodo DescriVedendo di Ans: la descrizione morfologica, che traduce in parole forme, composizione, dettagli e caratteristiche visive delle opere, l’approfondimento storico-artistico e la biografia dell’artista, fruibili liberamente secondo le preferenze di ciascun visitatore. Contenuti già presenti, che si arricchiscono ora di un nuovo strumento di accesso, proseguendo il percorso intrapreso dal museo per rendere il proprio patrimonio sempre più accessibile.
UN NUOVO MODO DI FRUIRE L’ARTE
Con gli AI glasses, le audiodescrizioni di DescriVedendo diventano fruibili attraverso una modalità di accesso hands-free. Una volta di fronte a una delle otto opere previste nel percorso, spiega la nota, il visitatore può attivare dall’occhiale il riconoscimento del dipinto e ascoltare direttamente le relative audiodescrizioni dagli speaker integrati nelle aste, riducendo al minimo l’interazione con lo smartphone e consentendo, grazie all’audio open-ear, di percepire appieno l’ambiente circostante e mantenere l’attenzione sull’esperienza di visita. Il percorso è completato da brevi tracce di orientamento tra un’opera e l’altra e dalla possibilità di personalizzare la fruizione dei contenuti, favorendo una maggiore autonomia e un’interazione più naturale con i propri compagni di visita.
“La tecnologia può fare davvero la differenza quando riesce a semplificare la vita delle persone, abbattendo barriere e favorendo una maggiore autonomia. In questo progetto, gli AI glasses diventano uno strumento concreto per rendere più immediato l’accesso all’arte e ai suoi contenuti, permettendo di vivere l’esperienza di visita in modo più autonomo e naturale. È attraverso iniziative come questa che possiamo contribuire a costruire un futuro con più opportunità per tutti”, dice Luca Colombo, country director per l’Italia di Meta.
Durante la visita, i visitatori potranno inoltre scegliere di utilizzare ulteriori strumenti disponibili attraverso gli AI glasses, in base alle proprie esigenze e preferenze. L’assistente vocale Meta AI consente di porre domande sul contesto e sull’ambiente circostante, mentre, grazie all’integrazione con Be My Eyes, è possibile entrare in contatto tramite gli occhiali con volontari vedenti e operatori qualificati per ricevere supporto in tempo reale nell’orientamento e nella gestione di situazioni pratiche, sia durante il percorso di visita sia nel raggiungimento del museo.
L’obiettivo è quindi restituire al visitatore maggiore libertà nel modo e nei tempi con cui esplorare le opere, integrando tecnologia e contenuti culturali, pensati appositamente per un’esperienza di visita più personale.
L’ACCESSIBILITÀ SI COSTRUISCE INSIEME
Il progetto è stato sviluppato attraverso fasi di sperimentazione e confronto con Associazioni ed Enti portatori di interesse, coinvolti direttamente nella verifica dell’esperienza e delle sue modalità di fruizione. “Le persone con disabilità visiva, oltre 1 milione in Italia, e in costante aumento per l’invecchiamento della popolazione, per avvicinarsi all’arte hanno da tempo potuto beneficiare di contenuti come quelli offerti dal metodo DescriVedendo, in grado di evocare attraverso una descrizione morfologica meticolosa, un’immagine mentale coerente con le opere esposte. Potersi oggi avvalere dell’integrazione con le nuove tecnologie, amplifica ulteriormente questa offerta di servizio,in una logica di reale inclusività”, afferma Rosa Garofalo, direttrice di Ans.
Un percorso aperto al confronto e al progressivo miglioramento, pensato per sviluppare soluzioni sempre più vicine alle diverse modalità di fruizione del patrimonio culturale. “La tecnologia può offrire nuove opportunità alle persone cieche e ipovedenti, favorendo l’accesso alle informazioni e una maggiore autonomia. Perché queste opportunità si traducano in benefici concreti, però, è fondamentale coinvolgere direttamente chi le utilizza nella progettazione e nello sviluppo delle soluzioni. È questo il contributo che abbiamo offerto al progetto: mettere a disposizione esperienze, competenze e punti di vista per rendere l’innovazione più accessibile e capace di rispondere alle esigenze di tutte e tutti”, sostiene Mario Barbuto, presidente nazionale dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (Uici).
“Nulla per noi senza di noi” è il motto che guida da oltre dieci anni la Pinacoteca di Brera e che i partner hanno condiviso in questa sperimentazione, partendo dal principio che attività e progetti dedicati all’accessibilità debbano essere sviluppati con il coinvolgimento diretto delle persone a cui sono rivolti.
UN PRIMO PASSO VERSO NUOVI SCENARI
Quanto presentato oggi rappresenta un primo passo nell’esplorazione del potenziale delle tecnologie wearable applicate all’accessibilità culturale. Brera diventa così un contesto reale in cui osservare come innovazione, contenuti culturali ed esperienza delle comunità possano contribuire ad ampliare le modalità con cui le persone accedono alle informazioni e vivono il patrimonio artistico. Un percorso ancora all’inizio ma destinato a evolvere nel tempo, alimentato dall’ascolto degli utenti e dal confronto continuo tra tutti i partner coinvolti.
“Per noi, che ogni giorno li vediamo nascere nei nostri laboratori e nelle fabbriche, è motivo di grande orgoglio vedere come gli smart glasses possano contribuire ad arricchire il modo in cui le persone vivono il mondo che le circonda, nel rispetto della tradizione di eccellenza, innovazione e bellezza che da sempre caratterizza i nostri occhiali. Grazie a questa bellissima iniziativa e alla collaborazione di tanti, potremo offrire modi nuovi di esplorare e vivere il patrimonio artistico e culturale, contribuendo a renderlo più accessibile anche alle persone con disabilità visive”, sottolinea Davide Schinetti, chief operating and group R&D Officer di EssilorLuxottica.
UN PROGETTO APERTO AL PUBBLICO
‘Sensing Art – Capolavori oltre lo sguardo’ nasce dall’incontro tra cultura, comunità e innovazione, con l’obiettivo di sperimentare nuove modalità di accesso al patrimonio artistico per le persone cieche e ipovedenti.
Il percorso è disponibile presso la Pinacoteca di Brera previa prenotazione. I visitatori potranno utilizzare gli AI glasses dal martedì al venerdì dalle 10 alle 16.30 scrivendo una mail a educazione@pinacotecadibrera.org, indicando giorno e orario ed eventuali altre necessità.
Per informazioni e approfondimenti è possibile consultare la pagina a questo link: https://pinacotecabrera.org/educazione/materiali-utili/descrivedendo-brera/
Fonte: Superabile.it
Foto: Superabile.it