“La persona prima di tutto”, il documento presentato dal Forum del Terzo Settore. Tra le priorità c’è l’aumento del fondo “Dopo di noi” e quello per il riconoscimento dei caregiver, risorse per attuare la riforma sulla non autosufficienza e sulla disabilità
Rafforzare il welfare per affrontare le trasformazioni demografiche, contrastare le disuguaglianze economiche e nell’accesso ai diritti, realizzare una transizione che sia al tempo stesso ecologica e sociale: sono queste le tre linee direttrici lungo le quali è necessario investire, per il Forum Terzo Settore (Fts), nella prossima Legge di Bilancio.
L’obiettivo non è distribuire risorse tra capitoli separati, ma costruire un nuovo, indispensabile equilibrio tra sviluppo economico, giustizia sociale e sostenibilità ambientale, in un Paese che vede consolidarsi sempre di più problemi strutturali.
Le proposte del Forum Terzo Settore, racchiuse nel documento “La persona prima di tutto”, sono state presentate presso la Sala Capranichetta dell’Hotel Nazionale a Roma, a rappresentanti del Governo e del Parlamento.
“Il sottofinanziamento della prevenzione, dei servizi sociali, del sistema sanitario, dell’educazione, della cultura e della tutela ambientale può produrre un risparmio immediato- si legge nel documento- ma genera nel medio periodo costi sociali e per la salute, riduce le opportunità di sviluppo e indebolisce la fiducia nelle istituzioni”.
Il Forum Terzo Settore individua quindi, all’interno di ciascuna delle tre dimensioni considerate prioritarie – demografia, disuguaglianze e ambiente – alcuni investimenti specifici. Tra questi: incremento del fondo nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici e l’ecobonus per l’efficientamento energetico degli edifici; ripristino delle risorse per la cooperazione internazionale allo sviluppo; aumento del fondo “Dopo di noi” e quello per il riconoscimento dei caregiver; risorse adeguate per attuare la riforma sulla non autosufficienza e sulla disabilità; maggiore investimento sull’accoglienza diffusa e sui servizi di integrazione dei migranti. Il documento contiene anche le macro-voci di spesa da cui lo Stato potrebbe, almeno in parte, recuperare i costi degli investimenti, tra cui lo stop alla corsa al riarmo, il contrasto all’evasione fiscale e la promozione del lavoro femminile. Il FTS pone inoltre l’attenzione sulle politiche per il Terzo settore e sul Piano d’azione nazionale sull’economia sociale chiedendo, tra le altre cose, l’adeguamento del tetto al 5 per mille, la riduzione dell’imposta Irap per gli enti non commerciali, l’aumento del fondo per i progetti svolti dal Terzo settore e di quello per il riutilizzo a fini sociali dei beni confiscati.
Fonte: Superabile.it
Foto: Superabile.it