Accessibilità culturale, 680 candidature per la prima edizione del Premio Olivetti. Il Premio nasce per individuare, sostenere e valorizzare progetti capaci di ampliare l’accesso ai luoghi, ai servizi e alle attività culturali
Sono 680 le candidature per la partecipazione alla prima edizione del Premio Olivetti per l’accessibilità culturale, promosso dal ministero della Cultura. Si apre ora la fase di istruttoria e di valutazione delle proposte. Gli esiti della selezione saranno comunicati entro novembre 2026. “Queste candidature testimoniano una grande energia progettuale e la volontà diffusa di rendere la cultura sempre più partecipata– dichiara il ministro della Cultura, Alessandro Giuli– Il Piano Olivetti mette la persona e le comunità al centro delle politiche culturali e punta sulle aree interne e sui territori nei quali è più urgente promuovere la rigenerazione culturale. Con questo Premio sosteniamo esperienze concrete capaci di rimuovere barriere e rafforzare il legame tra patrimonio e comunità”. Il Premio, si legge su agenziacult.it, nasce per individuare, sostenere e valorizzare progetti capaci di ampliare l’accesso ai luoghi, ai servizi e alle attività culturali, rafforzando il rapporto tra patrimonio, creatività e comunità. L’iniziativa si inserisce nella visione del Piano Olivetti per la Cultura, ispirato all’eredità di Adriano Olivetti. L’obiettivo è anche quello di promuovere una concezione più ampia dell’accessibilità, capace di comprendere la dimensione fisica, sensoriale, cognitiva, digitale, economica e sociale, e di coinvolgere direttamente le comunità nella progettazione e nella produzione culturale. Il Premio si articola in quattro sezioni:
– Musei, patrimonio culturale e territorio: progetti capaci di rafforzare il ruolo di musei, parchi archeologici, archivi, biblioteche, istituti di conservazione e luoghi della cultura quali presìdi civili, educativi e sociali attivi nei territori.
– Attività culturali: iniziative rivolte alla rimozione delle barriere fisiche, sensoriali, cognitive, economiche e sociali nell’ambito di festival, rassegne cinematografiche e teatrali, spettacoli dal vivo, appuntamenti letterari e programmi di promozione della lettura.
– Welfare aziendale e rigenerazione culturale: progetti promossi dalle imprese per accrescere il benessere culturale, creativo e relazionale delle lavoratrici e dei lavoratori e migliorare la qualità della vita nelle comunità di riferimento.
– Progetti sperimentali degli Istituti del Ministero della Cultura: modelli innovativi sviluppati dagli uffici, dagli istituti centrali e periferici e dai luoghi della cultura del MiC, destinati a essere messi a sistema e replicati.
Uno degli obiettivi centrali del Premio è il contrasto alla “siccità culturale”, intesa come carenza strutturale e persistente di opportunità di accesso, partecipazione e fruizione. “Particolare attenzione sarà riservata ai progetti rivolti alle periferie, alle aree interne e ai contesti segnati da marginalità sociale, culturale ed economica – spiega Stefano Lanna, direttore generale del Piano Olivetti per la Cultura del MiC – Saranno valutate anche la capacità di utilizzare le tecnologie per ampliare la partecipazione, la qualità del coinvolgimento delle comunità e l’efficacia delle soluzioni adottate per superare ogni forma di barriera”. L’accessibilità viene così assunta come elemento strutturale delle politiche culturali e come processo capace di trasformare luoghi, servizi, organizzazioni e relazioni. Ai progetti selezionati, tre per ciascun ambito, sarà assegnato un premio di 100.000 euro ciascuno, destinato a sostenere la realizzazione e lo sviluppo delle esperienze premiate. Fanno eccezione, naturalmente, i progetti presentati, nell’ambito della quarta sezione, da parte degli Istituti del ministero della Cultura, per i quali non è prevista l’assegnazione di risorse finanziarie. Il riconoscimento intende accompagnare progettualità capaci di produrre un impatto culturale e sociale significativo, di generare ricadute durature e di offrire modelli potenzialmente replicabili in altri contesti. Tra gli elementi che saranno presi in considerazione nella valutazione figurano infatti la coerenza con i valori del modello olivettiano, l’impatto culturale, sociale e territoriale, la durabilità delle ricadute, la replicabilità e trasferibilità delle esperienze, la qualità culturale e delle partnership e l’esperienza dei soggetti proponenti. Il Premio intende contribuire a contrastare questo fenomeno soprattutto nei territori e nei contesti caratterizzati da marginalità sociale, culturale ed economica, sostenendo progetti in grado di creare nuove occasioni di partecipazione e di rafforzare il rapporto tra istituzioni culturali e cittadini. In questa prospettiva, l’accessibilità diventa una componente strutturale delle politiche culturali: significa rendere possibile la partecipazione, costruire nuove relazioni, utilizzare l’innovazione tecnologica, sperimentare linguaggi e modalità di fruizione differenti e garantire che la cultura possa essere effettivamente vissuta da un numero sempre più ampio di persone. La chiusura della fase di candidatura rappresenta l’avvio di un percorso di conoscenza e valorizzazione delle esperienze che i territori stanno sviluppando sul tema dell’accessibilità culturale. Le candidature costituiranno un patrimonio di pratiche, idee e sperimentazioni dal quale potranno emergere modelli capaci di essere conosciuti, condivisi e replicati. È questo, in fondo, uno degli obiettivi più ambiziosi del Premio Olivetti: non limitarsi a individuare i migliori progetti, ma contribuire alla costruzione di una cultura dell’accessibilità, nella quale l’inclusione non rappresenti un elemento aggiuntivo dell’offerta culturale, ma una sua caratteristica fondamentale. La fase di istruttoria e valutazione delle candidature proseguirà nelle prossime settimane. I progetti vincitori saranno individuati secondo i criteri previsti dal bando e resi noti entro novembre 2026.
Fonte: Superabile.it
Foto: Superabile.it