Da paziente a infermiera, la storia di Barbara dopo la sclerosi multipla. Dai formicolii dopo il primo parto alla nascita della seconda bambina grazie ai progressi della ricerca
Barbara Moneta, infermiera romana, sportiva e cintura nera di karate, aveva 31 anni quando, otto mesi dopo la nascita del figlio Simone nel 2020, ha iniziato ad avvertire gravi sintomi: perdita di sensibilità a bacino e gambe, tremori, formicolii e difficoltà a mantenere l’equilibrio. Gli accertamenti neurologici e la risonanza magnetica hanno portato alla diagnosi di sclerosi multipla recidivante-remittente, una malattia cronica del sistema nervoso centrale che in Italia colpisce oltre 150.000 persone, con più di 3.600 nuove diagnosi ogni anno.
Di fronte alla malattia, Barbara ha trovato forza nella disciplina appresa con il karate e nel sostegno delle terapie disponibili. “Avevo paura di non poter essere la madre che volevo per mio figlio, ma ho imparato a rialzarmi”, ha raccontato al Corriere Adriatico. Dopo la maternità è tornata al lavoro e ha vinto un concorso che l’ha portata in un day hospital neurologico, dove ogni giorno assiste pazienti che convivono con la sua stessa patologia. Iscritta all’Aism, l’Associazione italiana sclerosi multipla, Barbara è impegnata anche nella sensibilizzazione sui diritti dei pazienti e sul valore della ricerca. “La sclerosi multipla non ha fermato la mia vita, mi ha insegnato a reinventarla”, spiega, descrivendo la malattia come “un vulcano dentro”, spesso invisibile agli occhi degli altri.
Con il marito Marco ha deciso di affrontare una seconda gravidanza. Nel 2023 è nata Gaia, un traguardo reso possibile da un percorso seguito insieme agli specialisti e dai progressi della ricerca scientifica. “Con la sclerosi multipla, oggi avere un figlio è possibile e si può affrontare la gravidanza in sicurezza”, afferma Moneta. Il suo messaggio ai pazienti è di fiducia: grazie alle nuove cure è possibile costruire una vita piena e dinamica, continuando a sostenere la ricerca e le associazioni che operano nel settore.
Fonte: Superabile.it
Foto: Superabile.it