Un Lazio con una forte domanda di welfare e una diffusa fiducia nel valore dei servizi sociali, ma ancora frenato da ostacoli burocratici, difficoltà di accesso alle prestazioni e una insufficiente informazione ai cittadini. È quanto emerge da uno studio Cisl
Un Lazio con una forte domanda di welfare e una diffusa fiducia nel valore dei servizi sociali, ma ancora frenato da ostacoli burocratici, difficoltà di accesso alle prestazioni e una insufficiente informazione ai cittadini. È quanto emerge dallo studio “La propensione sociale nella Regione Lazio”, realizzato dalla Cisl Lazio e presentato a Roma nel corso del convegno ‘La propensione sociale della Regione Lazio, tra modelli consolidati e nuove tutele’.
L’iniziativa è stata aperta dalla relazione di Pompeo Mannone, segretario generale della Fnp Cisl Lazio. Sono intervenuti l’assessore all’Inclusione sociale e servizi alla persona della Regione Lazio, Massimiliano Maselli, il segretario generale della Cisl Lazio, Enrico Coppotelli, il direttore generale di Ares 118, Narciso Mostarda, e il segretario generale della Fnp Cisl Nazionale, Roberto Pezzani.
La ricerca (condotta tra settembre e dicembre 2025 su un campione di 1.000 persone) restituisce l’immagine di una popolazione che considera centrale il ruolo delle politiche sociali e che individua tra le principali priorità il sostegno alle famiglie, la prima infanzia, l’assistenza domiciliare e l’integrazione al reddito. Tra i servizi maggiormente richiesti figurano, infatti, le integrazioni al reddito (26,8%), i servizi per la prima infanzia (26,8%), l’assistenza domiciliare (21,4%) e gli interventi per la non autosufficienza (8,9%).
Tra i dati più significativi emerge che soltanto l’8,3% degli intervistati ha usufruito almeno una volta dei servizi sociali. Chi vi ha avuto accesso esprime un giudizio nel complesso positivo sulla qualità dell’assistenza ricevuta: il 37,5% la considera soddisfacente e il 12,5% molto soddisfacente. Più critico, invece, il giudizio sulle procedure di accesso: il 44,7% le considera insoddisfacenti, mentre il 42,9% ritiene non adeguata l’informazione fornita da Comuni e Distretti Sociali sui servizi disponibili. Dal sondaggio emerge inoltre una forte richiesta di interventi sulla sanità territoriale, con particolare riferimento all’abbattimento delle liste d’attesa, al potenziamento dell’assistenza domiciliare e al rafforzamento della medicina di prossimità.
I cittadini chiedono inoltre maggior sostegno alle famiglie attraverso l’ampliamento dell’offerta di asili nido, servizi dedicati alla disabilità, supporto alle persone non autosufficienti e strumenti per contrastare la solitudine degli anziani. Altrettanto rilevanti risultano le richieste relative al potere d’acquisto, alla conciliazione tra vita e lavoro, al contenimento dei costi dei trasporti e degli affitti e al miglioramento della sicurezza e della vivibilità urbana.
“Questa ricerca ci consegna una fotografia nitida della società laziale- ha dichiarato il segretario generale della Cisl Lazio, Enrico Coppotelli- I cittadini riconoscono il valore del welfare e ne chiedono il rafforzamento, ma segnalano con forza la necessità di renderlo più vicino, più semplice e più accessibile. Il problema non è soltanto l’offerta dei servizi: troppo spesso le persone non sanno che esistono o incontrano difficoltà nel raggiungerli”.
Il dato che “più colpisce- prosegue Coppotelli- è che quasi la metà degli intervistati denuncia carenze informative e procedure troppo complesse. È il segnale che occorre investire nella semplificazione amministrativa, nella digitalizzazione accessibile e in una rete di orientamento capace di accompagnare realmente i cittadini. Dal sondaggio emerge con chiarezza che il welfare laziale continua a poggiare in misura rilevante sulle famiglie. Per questo servono più servizi per l’infanzia, più assistenza domiciliare, maggiori tutele per chi si prende cura di persone fragili e politiche capaci di sostenere il reddito e la qualità della vita delle persone”. Il quadro emerso dalla ricerca evidenzia una forte propensione sociale del contesto regionale, ma anche la necessità di ridurre la distanza percepita tra istituzioni e bisogni quotidiani. Una sfida che chiama in causa tutti gli attori del sistema regionale e che richiede politiche orientate alla prossimità, alla semplificazione e all’effettiva presa in carico delle fragilità sociali
Fonte: Superabile.it
Foto by Cooperativa Sociale Integrata Matrioska (www.coop-matrioska.it)