Il progetto punta a valorizzare i corpi con disabilità come portatori di linguaggi artistici autonomi, innovativi e potenti, contribuendo a ridefinire il panorama della danza contemporanea e della formazione artistica in Italia
Dodicesima edizione di “Poesia nella città”, la rassegna che Firenze ospiterà fino al 10 luglio firmata Versiliadanza, che intreccia parola, danza, musica e performance in un percorso artistico dedicato al dialogo, all’inclusione e al superamento dei limiti. Spiega giornaledelladanza.com, sono diversi gli appuntamenti disseminati tra teatri, musei, parchi e spazi performativi della città compongono il cartellone 2026, guidato dal tema “Unbound – Senza limiti”. Promossa da Versiliadanza, realtà diretta da Angela Torriani Evangelisti e attiva da oltre trent’anni nella ricerca e produzione dell’arte coreutica, la manifestazione si conferma un laboratorio aperto alla cittadinanza e al territorio, con particolare attenzione alle pratiche artistiche inclusive e accessibili.
Un’edizione dedicata all’abbattimento dei confini – “Unbound” è il filo conduttore dell’intera rassegna, un invito a superare barriere culturali, fisiche e sociali attraverso il linguaggio universale dell’arte. Al centro del programma ci sono esperienze innovative che mettono in dialogo artisti con e senza disabilità, performer neurodivergenti e nuove forme di ricerca multidisciplinare.
Inclusione e neurodivergenza al centro del programma – Grande attenzione dedicata dalla rassegna anche ai progetti inclusivi. Il 19 giugno al Mad Murate Art District andrà in scena una nuova tappa di “Iniziali. 0? (zero infinito)”, percorso ideato dalla danzatrice e psicologa Marta Bellu con artiste e artisti con sindrome di Down. Il progetto lavora sul corpo come strumento espressivo capace di generare linguaggi inediti attraverso parole, suoni e movimento. Il 23 giugno il Teatro Cantiere Florida ospiterà invece la coreografa e ricercatrice neurodivergente Sivan Rubinstein, protagonista di un incontro-performance dedicato al metodo “Beat Space Beat”, sviluppato per artiste e artisti non neurotipici. La serata alternerà momenti performativi, con l’estratto “Novo” interpretato da Masako Matsushita, e un confronto aperto con il pubblico sui temi dell’accessibilità e dei processi creativi inclusivi.
La chiusura con il progetto ImpAct – La manifestazione si concluderà il 10 luglio al Museo Stefano Bardini con la restituzione pubblica di ImpAct, percorso gratuito di alta formazione per danzatori e danzatrici con e senza disabilità promosso da Versiliadanza insieme a Con.Cor.D.A. Il progetto, sostenuto dal Fondo Sociale Europeo Plus della Regione Toscana nell’ambito di Giovanisì, punta a valorizzare i corpi con disabilità come portatori di linguaggi artistici autonomi, innovativi e potenti, contribuendo a ridefinire il panorama della danza contemporanea e della formazione artistica in Italia.
Fonte: Superabile.it
Foto by Cooperativa Sociale Integrata matrioska (www.coop-matrioska.it)