Audio-libro: Josè Saramago – “Cecità”, letto da Sergio Rubini

Audio-libro: Josè Saramago – “Cecità”, letto da Sergio Rubini

Proponiamo un audiolibro dello scrittore portoghese José Saramago, tra l’altro Nobel per la Letteratura nel 1998, con il libro “Cecità”, titolo originale in portoghese “Saggio sulla Cecità”, pubblicato nel 1995, in Italia nel 1996, l’audio-libro è edito dalla Emons Edizioni, disponibile da gennaio scorso, è letto dall’attore/regista Sergio Rubini, alleghiamo la recensione del libro redatta da Ugo Fanti, sua la selezione, la documentazione e lo scritto.

 

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“Il buio non morde ne ferisce”

Josè Saramago “Cecità”, letto da Sergio Rubini – Audiolibro della Emons  Edizioni, Roma 2020, durata 11h e 10”

 

Ho passato la vita a guardare negli occhi della gente, è l’unico luogo del corpo dove forse esiste ancora un’anima.”. Così scrive Josè De Sousa Saramago (1922-2010) – scrittoregiornalistadrammaturgopoetacritico letterario e traduttore portoghese, insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 1998 – nel suo romanzo forse più famoso, “Cecità”, opera prima di Saramago che, per certi versi, ricorda “La Peste” (1947), dello scrittore francese Albert Camus e, per la sua tematica, risulta ancora estremamente attuale.

In realtà, nell’edizione portoghese il romanzo, che è del 1995, s’intitolava “Saggio sulla Cecità”, ma nell’edizione italiana, pubblicata nel 1996, il titolo diventerà “Cecità”. Il titolo originale lasciava presagire si trattasse di un inizio di discorso. E così, in effetti, è stato perché nove anni dopo, nel 2004, Saramago pubblicherà un nuovo romanzo, “Saggio sulla Lucidità”, l’ideale seguito del primo, vi si ritrovano, infatti, alcuni personaggi di “Cecità” e i fatti narrati nelle due opere sono legati tra loro.

Dunque, questo primo romanzo di Saramago è parte di un’opera unica scritta in due tempi. Un distico letterario che mette a confronto due stati dell’essere, due condizioni umane. Da un lato c’è, infatti, la cecità, intesa come follia, la follia del non voler vedere anche se si hanno occhi funzionanti per farlo. Dirà, infatti, uno dei personaggi del romanzo, la moglie del medico, l’unica in città a non essere stata colpita dal “male bianco”, la misteriosa malattia che rende circhi tutti gli altri e che si finge cieca per poter seguire il marito nel luogo in cui tutti i suoi concittadini sono stati confinati dalle autorità, per cercare di bloccare il contagio – Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, ciechi che, pur vedendo, non vedono.”. Dall’altro sta, invece, la lucidità che tutto permette di vedere, di mettere a fuoco, di razionalizzare, fornendo così lo strumento per resistere, lucidamente, alle lusinghe e all’arroganza del potere.

La trama del romanzo: in un tempo e un luogo non precisati, all’improvviso l’intera popolazione perde la vista per un’inspiegabile epidemia. Chi è colpito dal male è come avvolto in una nube lattiginosa. Per cercare di capire cosa possa esserci all’origine dell’epidemia di cecità, il governo decide di trasferire i contagiati in un ex manicomio, adibito per l’occasione a presidio per la quarantena. La cecità cancella ogni pietà e fa precipitare la comunità nella barbarie, scatenando un brutale istinto di sopravvivenza…

Ora del romanzo di Saramago, grazie alla Emons Edizioni, Casa Editrice non solo di libri, ma anche di audiolibri, è disponibile, da gennaio scorso, la versione in audiolibro, letta da Sergio Rubini. Attore e regista affermato – Federico Fellini lo scelse per interpretare il suo alter ego nel Film “Intervista” (1987) e suo, tra i film di cui ha firmato la regia, è “Tutto l’amore che c’è”, del 2000, con Margherita Buy, Gerard Depardieu e lui stesso – Rubini ha confessato di non essersi voluto preparare alla lettura del romanzo, ma di avere scelto di leggerlo al momento, in sala di registrazione, per far risaltare – come ha dichiarato – “l’elemento sorpresa”. L’ascolto dimostra quanto questa scelta sia stata giusta e vincente. Come voce narrante Rubini dà, infatti, prova non solo della sua bravura, ma anche di avere assolto egregiamente il compito che si era assegnato, quello di volersi mettere, secondo le sue parole, “al servizio di chi ascolta.”.

Certo uno strumento come l’audiolibro è soprattutto, per usare ancora le parole di Rubini, “al servizio” di chi non può leggere il testo, perché privo della vista, ma nessuno toglie, a chi, invece, quel senso lo possiede integro, di ascoltarlo, magari chiudendo gli occhi e pensando di essere uno degli abitanti della città immaginata da Saramago, nella quale una misteriosa epidemia ha privato tutti (o quasi) della vista. Al termine del “viaggio” in quel mondo immaginario (ma poi non tanto) si sarà certamente diversi rispetto all’inizio di quel percorso della mente, ma forse migliori e in grado di reagire, laddove ce ne fosse bisogno, al buio della ragione.

Ugo Fanti

Marzo 2020

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Fonte: https://www.superando.it