Via le auto, l’evento dedicato all’abbattimento delle barriere architettoniche nel segno dell’accessibilità che si è svolto in piazza Roosevelt a Bologna
Prove di piazza Roosevelt (a Bologna ndr.) “per le la sperimentazione di arredi, verdi e soluzioni di accessibilità”. Un piccolo assaggio della trasformazione prevista dal restyling pedonale della piazza, con contestuale realizzazione di un parcheggio sotterraneo. Lo si apprende in una nota.
E’ stata anche un’iniziativa “intergenerazionale”,- fanno sapere- visto che insieme ai pensionati è stato coinvolto anche un gruppo di bambini e ragazzi provenienti dalle primarie Manzolini e Carducci, dalla secondaria di primo grado Rolandino De’ Passeggeri e dal liceo Righi. All’evento hanno collaborato il Comune, la coop Avola e lo studio di architettura Tasca, a cui è stato affidato il progetto sulla piazza futura. L’accessibilità “è un diritto e non di discute, cioè non dobbiamo ragionare se alcune cose devono essere fatte o meno”, ha dichiarato il direttore del Centro Antartide, Marco Pollastri: su questo tema occorre continuare a lavorare “per dare risposta a tutte le forme di disabilità, permanente o temporanea, ma in verità noi vogliamo parlare anche dell’accessibilità sociale, relazionale, cioè delle barriere che nelle nostre città impediscono le relazioni umane. Quindi abbiamo bisogno di abbattere anche questo tipo di ostacoli”.
Quella di oggi è “una giornata simbolo” perché “sostituiamo gli spazi occupati dalle auto con il verde e rendiamo la città fruibile per tutti e per tutte”, ha affermato l’assessore comunale alla Mobilità, Michele Campaniello.
Sul progetto di piazza Roosevelt, intanto, “c’è un’importante interlocuzione con la Soprintendenza perché ci troviamo comunque in una piazza che ha dei vincoli”, ha continuato l’assessore, si tratta quindi di “un percorso graduale, non semplice da portare avanti, ma noi abbiamo bisogno di desigillare suolo e portare il verde in città”.
Sul tema barriere architettoniche, nel frattempo, il Comune ha ricevuto dure critiche dalla Consulta sulla disabilità. “Il ragionamento con la Consulta è sempre aperto. Ci sono delle criticità, le stiamo esaminando e le approfondiremo. Quelle principali che ci hanno rappresentato sono legate ai lavori del tram”, ha continuato Campaniello, però intanto va ricordato che “il tram nasce per abbattere le barriere”, ad esempio con banchine in linea e percorsi per ipovedenti. “Poi c’è un tema sui materiali e questo lo riconosco anch’io, però bisogna che siamo chiari: purtroppo siamo in una città che ha dei vincoli storici- ha sottolineato l’assessore- e i materiali non sono scelti in autonomia dall’amministrazione, quello che stiamo facendo è cercare di tenere insieme le varie esigenze”. L’iniziativa di oggi serve a interrogarsi su “come rigeneriamo gli spazi urbani e facciamo in modo che le persone si possano incontrare”, ha affermato Alberto Ballotti (Spi), grazie a “un’attenzione nuova che si sta manifestando attorno ai temi della mobilità e del cambiamento climatico”. Sulle barriere architettoniche “il Comune sta facendo un buon lavoro, per noi magari insufficiente- stimola Marcello Gasperoni (Uilp)- perché siamo organizzazioni sindacali che chiedono sempre di migliorare”. Poi ci sono le barriere sociali o culturali “e noi dobbiamo abbattere simbolicamente anche quelle- ha detto Valerio Grillini (Fnp)- perché le diversità dovrebbero essere una ricchezza, non un ostacolo”.
Fonte: Superabile.it
Foto: Superabile.it