I gatti in aiuto dei bambini con disabilità, i risultati di uno studio statunitense

I gatti in aiuto dei bambini con disabilità, i risultati di uno studio statunitense

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I gatti in aiuto dei bambini con disabilità, i risultati di uno studio statunitense che ha coinvolto 36 minori

I gatti in aiuto dei bambini con disabilità. Insegnare esercizi e giochi ai gatti, si legge su mondosanità.it, favorisce il benessere dei bambini con disabilità e rende i felini più socievoli e sicuri di sé. E questo lo indica una ricerca guidata da Monique Udell, docente alla Oregon State University, pubblicata sulla rivista “Animals”. Udell, che da anni studia le relazioni tra esseri umani e animali domestici — in particolare i gatti — contesta il luogo comune che li vuole freddi, indipendenti e poco inclini all’addestramento. Partendo da questa premessa, il suo gruppo di lavoro ha sviluppato un programma rivolto a bambini con disabilità, affidando loro la responsabilità di educare i propri mici. Lo studio ha coinvolto 36 minori con disabilità dello sviluppo o motorie e i loro gatti di casa. A metà dei partecipanti è stato assegnato un percorso strutturato di addestramento, con esercizi quotidiani e compiti settimanali; l’altra metà ha costituito il gruppo di controllo, limitandosi alla normale convivenza con l’animale. L’intervento è durato oltre un anno e ha previsto tre rilevazioni: prima dell’avvio, dopo sei settimane e al termine del periodo. I risultati mostrano un cambiamento netto. I bambini che hanno seguito il programma hanno sviluppato un maggior senso di responsabilità verso i loro animali, hanno insegnato nuovi comportamenti e, in numerosi casi, hanno iniziato a portarli a passeggio all’aperto con pettorina e guinzaglio. Parallelamente, i gatti sottoposti all’addestramento sono apparsi più fiduciosi, maggiormente legati ai loro umani e, in generale, più sociali. Sebbene interventi strutturati con animali da compagnia in contesti educativi o terapeutici non siano una novità, finora hanno riguardato soprattutto cani — o talvolta cavalli. Il pregiudizio secondo cui i gatti sarebbero “impossibili da addestrare” ne ha frenato l’impiego. Secondo Udell, tuttavia, sta emergendo un cambiamento culturale: sempre più proprietari sperimentano l’educazione dei felini e li coinvolgono in attività mirate. Le evidenze raccolte suggeriscono che i gatti possano rappresentare una risorsa nelle AAI, le “animal-assisted intervention”, a beneficio sia dei bambini con disabilità sia degli stessi animali. Un ambito, questo, destinato con ogni probabilità a crescere e a farsi sentire sempre più spesso nel dibattito educativo e clinico.

Fonte: Superabile.it

Foto by Cooperativa Sociale Integrata Matrioska (www.coop-matrioska.it)

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