Aiutare chi aiuta: un sostegno alle nuove fragilità

Aiutare chi aiuta: un sostegno alle nuove fragilità

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Dignità e speranza per chi ha sbagliato e vuole ricominciare sul binario giusto. Con questo spirito Intesa Sanpaolo e Caritas italiana dedicano ai detenuti la nuova edizione del programma di azione contro la povertà ‘Aiutare chi aiuta’. Nei primi tre anni, la collaborazione tra le due realtà ha realizzato un milione di interventi – pasti, posti letto, farmaci e indumenti, ma anche sostegno nella ricerca di lavoro e nell’avviamento di nuove imprese – per 40 mila persone in 80 diocesi, tra i più bisognosi. Le risorse stanziate nel progetto raggiungono 4,5 milioni di euro nel triennio, fondi per far fronte a povertà e disuguaglianze che sono in crescita come attestano le statistiche più recenti. Da ultimo l’Ocse ha registrato che l’Italia è l’unico tra i paesi dell’area dove il reddito reale delle famiglie è calato nel secondo trimestre 2023. La flessione è stata dello 0,3% in Italia a fronte di un aumento medio dello 0,5% negli altri Paesi Ocse. Ora l’attenzione del programma è puntata sui quasi 60 mila detenuti, in carceri dove il sovraffollamento raggiunge il 116%, secondo i nuovi dati del ministero della Giustizia. Solo una minima parte, il 5,4%, partecipa programmi di formazione professionale, eppure “il tasso di recidiva tra i detenuti che non sono coinvolti in programmi di reinserimento è pari al 70%, e scende al 2% se consideriamo soltanto i detenuti che hanno appreso un lavoro in carcere. Questo ci ha portato insieme a Caritas italiana a valutare un intervento specifico in questo campo“, ha spiegato il responsabile direzione centrale strategic intiatives and social impact di Intesa Sanpaolo, Paolo Bonassi. La cabina di regia tra Intesa Sanpaolo e Caritas italiana ha individuato così nelle prigioni il nuovo ambito prioritario su cui intervenire, dopo che negli scorsi anni il focus era stato sulla popolazione anziana e sulla povertà giovanile. Questa partnership “strategica“, secondo il direttore Caritas Italiana, Don Marco Pagniello, rappresenta “un esempio di coprogettazione virtuosa fra enti non profit e organizzazioni profit“. “Lavoriamo per ridurre la disuguaglianza nel Paese con investimenti sociali“, ha dichiarato in un’intervista il ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina. Il miglioramento delle condizioni di vivibilità dei penitenziari, insieme alla loro sicurezza, è anche al centro di un maxi piano di ristrutturazione delle carceri del ministero delle Infrastrutture. Sono stati sbloccati al comitato interministeriale sull’edilizia carceraria 166 milioni di euro che finanzieranno 21 interventi. Alcuni sono “fermi da anni come la costruzione del nuovo carcere di Forlì, San Vito al Tagliamento e l’ampliamento di Brescia Verziano“, ha affermato il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro delle Vedove sostenendo che “il sovraffollamento carcerario si affronta con l’edilizia penitenziaria e non con i soliti provvedimenti svuota carceri a cui ci hanno abituato i Governi passati“.

L’iniziativa è stata l’occasione per ripercorrere il cammino di collaborazione intrapreso dal 2020 da Intesa Sanpaolo e Caritas Italiana, descrivendo il modello e i valori promossi, le azioni di sistema avviate nell’ambito di una programmazione sociale condivisa, le reti di relazioni attivate sui territori e l’impatto di questa azione programmatica che, dal suo avvio a oggi, ha visto il coinvolgimento di 80 Caritas Diocesane in tutta Italia.

L’evento ha inoltre visto il lancio della nuova edizione di Aiutare chi aiuta che si chiuderà al termine del 2024, con un focus particolare sul mondo delle carceri e sul reinserimento sociale dei detenuti.

 

 

Photo: Group.intesasanpaolo.com

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Fonte: Sociale.it