A Bologna si allarga la rete dei “rifugi climatici”

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A Bologna si allarga la rete dei “rifugi climatici”, predisposta dal Comune per mettere a disposizione dei cittadini luoghi accessibili e gratuiti dove trovare sollievo durante le ondate di calore estive

A Bologna si allarga la rete dei “rifugi climatici”, predisposta dal Comune per mettere a disposizione dei cittadini luoghi accessibili e gratuiti dove trovare sollievo durante le ondate di calore estive. Si aggiungono infatti quattro nuovi spazi: la biblioteca Renzo Renzi della Fondazione Cineteca (aperta fino al 31 luglio e dall’1 settembre), la Casa di quartiere Casa Gialla (al Navile), la Sala mostre del Museo civico archeologico (da domani al 6 settembre) e il cortile di Palazzo D’Accursio.

Gli spazi che fanno parte della rete diventano così 28, segnala l’amministrazione in una nota, ricordando i requisiti da rispettare individuati dal gruppo di lavoro comunale: per i rifugi al chiuso sono previsti accesso libero e gratuito, accessibilità per le persone con disabilità, presenza di acqua potabile, servizi igienici accessibili, adeguate sedute per il pubblico e sistemi di climatizzazione; per gli spazi all’aperto sono invece richieste aree ombreggiate con sedute, fontanelle o punti di erogazione di acqua potabile e servizi igienici pubblici. Il Museo civico archeologico, però, ha deciso di aggiungere un tocco in più per far respirare “l’aria di casa” a chi entrerà per riprendersi dal caldo: nello spazio messo a disposizione come rifugio climatico, esterno al percorso espositivo permanente, saranno infatti messi in mostra “alcuni reperti, solitamente ospitati nei depositi- spiega il Museo in un comunicato- che offriranno l’occasione di esplorare il rapporto fra uomo e clima nell’antichità. Inoltre guide, brochures e cataloghi di mostre potranno essere sfogliati per cono scere il museo, la sua storia, le sue attività. Nella sala, dotata di wifi libero, saranno a disposi zione anche due postazioni per utilizzare il proprio pc”.

Oltre a un po’ di fresco, quindi, il Museo archeologico offrirà anche un’opportunità di conoscenza. Del resto “non è la prima volta che gli esseri umani, nella loro lunga storia- sottolinea l’istituzione museale- devono fare i conti con i cambiamenti del clima: anche l’archeologia, affiancata da discipline scientifiche come archeobota nica, palinologia, geologia, è in grado di registrare tali cambiamenti”. Per questo motivo “il Museo ha scelto di esporre all’interno del suo rifugio climatico- continua la nota- alcuni oggetti simbolici del rapporto tra uomo, ambiente e clima”. Ad esempio una macina e un macinello provenienti dall’area della Grotta del Farneto. Il motivo? “Con la fine dell’ultima glaciazione (12.000 anni fa) l’innalzamento della temperature determinò grandi trasformazioni dell’ambiente, tali da permettere all’uomo di diventare stanziale- spiega il Museo- e iniziare a coltivare la terra, operando una selezione delle piante più favorevoli al sostentamento della comunità”. La macina e il macinello, così, “sono proprio il simbolo di questa nuova e rivoluzionaria attività: l’agricoltura. L’uso dei cereali modifica la vita delle comunità, che divengono così legate alla ciclicità dei raccolti e si stanziano dando origine ai primi villaggi stabili, a una economia di comunità e allo sviluppo di una società ben diversa dalle precedenti forme di aggregazione”, si legge nel comunicato. 

Fonte: Superabile.it

Foto by Cooperativa Sociale Integrata Matrioska (www.coop-matrioska.it)

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