Alla Friuli Doc Run oltre mille atleti, da undici Paesi, per sport, inclusione e sicurezza sul lavoro. La manifestazione è dedicata al ricordo di Lorenzo Parelli
L’entusiasmo di runner e appassionati per una gara di altissimo livello, l’attenzione al tema della sicurezza sul lavoro e il commosso ricordo di Lorenzo Parelli. È stata densa di significati la seconda edizione della Friuli Doc Run, la manifestazione sportiva inclusiva che si è svolta sabato 13 giugno nella splendida cornice di una Udine illuminata dalle ultime ore di sole. Organizzata dall’associazione PromoRun con il patrocinio di Comune e Regione, Inail e Anmil – in collaborazione con Fidal Udine, Coni e Comitato Paralimpico Italiano – la Friuli Doc Run ha visto triplicare gli iscritti, passando dai circa 300 dell’anno scorso agli oltre mille partecipanti di questa edizione. Una corsa partecipatissima, che ha trasformato il centro storico udinese in una vera e propria festa dello sport capace di attirare atleti da 11 nazioni diverse, di cui alcune non proprio “dietro l’angolo”, come Australia e Brasile.
All’evento era presente, anche in veste di runner, l’onorevole Walter Rizzetto: “Il Friuli Venezia Giulia si conferma sempre più capace di organizzare grandi eventi sportivi, e questa bella festa è resa ancora più importante dalla memoria di Lorenzo Parelli. È una splendida giornata e questo ci ha aiutato”.
Un palcoscenico d’eccezione per la sensibilizzazione su un tema cruciale. Particolarmente importante è stato il contributo di Inail, i cui rappresentanti e assistiti, dal palco allestito in Piazza Libertà, hanno condiviso con la cittadinanza potenti storie di vita e di rinascita, ribadendo l’importanza di lavorare tutti i giorni affinché non si ripetano più tragedie come quella che ha colpito Lorenzo Parelli. In memoria del giovanissimo studente friulano, vittima a soli 18 anni di un incidente in fabbrica durante un percorso di alternanza scuola-lavoro, è nata la Carta di Lorenzo, un patto sottoscritto da istituzioni, imprese, sindacati e istituti con l’obiettivo di rafforzare l’impegno di tutti sul tema della sicurezza sul lavoro.
Proprio dell’importanza del documento ha parlato la direttrice regionale dell’Inail, Angela Forlani: “Insieme alla famiglia Parelli e a tutte le istituzioni è nata la Carta di Lorenzo, un documento che sta prendendo il volo in tutta l’Italia per riaffermare la sicurezza nel mondo del lavoro, e soprattutto dare formazione e informazione agli studenti, perché questo è ciò che noi vogliamo come istituto: creare dei ragazzi formati e informati per poter affrontare il mondo del lavoro”.
Presente alla serata anche Maurizio Millico, membro del consiglio di amministrazione Inail: “Lorenzo ci ricorda che quando parliamo di sicurezza sul lavoro dobbiamo rivolgerci a tutti, ma soprattutto ai più giovani. Affinché tragedie come questa non accadano più, è necessario che non si pensi alla sicurezza sul lavoro come qualcosa di oneroso e costoso, ma un valore che va condiviso da tutte le parti sociali”.
Storie di vita e di rinascita, anche grazie a Inail. Le parole sono ancora più potenti quando vengono da chi dei gravi incidenti li ha subiti in prima persona, come i due assistiti Inail che hanno condiviso la loro storia durante la manifestazione, Flavio Frigè e Cristian Zamolo. Frigè è rimasto vittima di un incidente sul lavoro diversi anni fa, all’età di 17 anni, quando, in seguito a una fortissima scossa elettrica di 20mila volt, ha subito l’amputazione di entrambe le gambe e del braccio sinistro. Da 15 anni, a scuola e a teatro, parla dell’importanza della sicurezza sul lavoro: “Racconto quello che mi è successo- ha detto Frigè- perché basta un attimo e la vita cambia completamente. Diffondere questa testimonianza mi dà veramente grandi soddisfazioni, perché quando ho subito l’incidente avevo la stessa età dei ragazzi a cui parlo, e li avverto sempre: state attenti e tenete sempre il cervello ben acceso”.
Più recente, invece, l’incidente sul lavoro che ha colpito Cristian Zamolo, avvenuto nel 2019. Grazie all’assistenza dell’Inail, che lo ha aiutato a ottenere una moderna protesi mioelettrica con guanto in silicone trasparente, Cristian ha un ausilio importante per svolgere le azioni quotidiani, ma non solo: “Inail mi ha sostenuto anche in un percorso di socializzazione- ha raccontato- per aiutarmi a pormi con le altre persone dopo ciò che mi era successo, oltre ad accompagnarmi in un percorso di reinserimento nel mondo del lavoro. Essendo un grande appassionato di ciclismo, la mia attività lavorativa rientra in quell’ambito”. Zamolo negli anni ha visto Udine cambiare: “E’ diventata una città più sensibile anche al tema della sicurezza in bicicletta, grazie alla costruzione di varie piste ciclabili”.
Una madrina d’eccezione e grandi campioni in gara. A partire dalle 19 di sabato, quattro gare si sono susseguite sul percorso di 1,1 chilometri allestito per l’occasione. A dare il via è stata la madrina dell’evento, Nadia Battocletti, medaglia d’argento nei 10mila metri piani alle Olimpiadi di Parigi 2024. Le gare, competitive e non, hanno ugualmente riscosso gli applausi e l’entusiasmo dei molti udinesi che hanno assistito alla manifestazione, incuriositi e affascinati anche dalla magnetica presenza di Nadia Battocletti, “presa d’assalto” tutta la sera per foto e autografi.
Dopo le corse non competitive – la gara dei più piccoli e la family run, alla quale hanno partecipato anche i genitori di Lorenzo Parelli – con il calare della sera le gare sono diventate sempre più spettacolari: la corsa “master”, con 5,5 chilometri di distanza, è partita alle 20.30, prima del gran finale con la gara della categoria “élite”, formata da 15 atleti di altissimo livello che hanno sfrecciato per le vie del centro storico su una distanza di 10 chilometri. Ad aggiudicarsi la corsa più prestigiosa è stato il kenyano Moses Cheruiyot, seguito dai connazionali John Maina Ndirangu e Methew Kipkurui Mutai. Il primo tra i runner italiani è stato Andrea Pol, che si è aggiudicato il Memorial Lorenzo Parelli, e a primeggiare tra le donne l’ex azzurra Joyce Mattagliano.
Fonte: Superabile.it
Foto: Superabile.it