Allucinazioni e crisi psicotiche: il regno di Carlo VI di Francia, il re Beneamato

Allucinazioni e crisi psicotiche: il regno di Carlo VI di Francia, il re Beneamato

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Allucinazioni e crisi psicotiche: il regno di Carlo VI di Francia, il re Beneamato. Nel 1392, un improvviso attacco di follia nella foresta di Le Mans segnò l’inizio delle difficoltà per il sovrano.

Un regno segnato da allucinazioni, crisi psicotiche e comportamenti violenti. Carlo VI salì al trono all’età di undici anni, nel pieno della Guerra dei Cent’Anni. La reggenza fu affidata ai quattro zii, duchi di Borgogna, Berry e Borbone, che mantennero il potere fino ai ventuno anni del sovrano, nonostante la maggiore età per governare fosse fissata a quattordici. Durante questo periodo, le risorse accumulate dal padre Carlo V furono dilapidate per interessi personali, mentre l’introduzione di nuove tasse scatenò rivolte popolari. Nel 1388 Carlo VI assunse il pieno controllo del governo, licenziando i duchi e riportando al potere i consiglieri del padre, i cosiddetti Marmouset. Le condizioni politiche ed economiche migliorarono sensibilmente e il re guadagnò il titolo di “Beneamato”. Tuttavia, nell’agosto del 1392, un improvviso attacco di follia nella foresta di Le Mans segnò l’inizio di una lunga serie di crisi psicotiche. Durante questi episodi il sovrano presentava allucinazioni, credeva di essere fatto di vetro o negava di avere famiglia, arrivando talvolta a comportamenti violenti verso chi lo circondava. Alcuni storici ipotizzano una forma di schizofrenia paranoide. In sua assenza di capacità decisionali, il potere passò nelle mani dei principi del sangue, scatenando rivalità e conflitti interni. La tensione culminò con l’assassinio di Luigi d’Orléans da parte del duca di Borgogna Giovanni Senza Paura nel 1407, dando inizio a una guerra civile tra Armagnacchi e Borgognoni. La crisi fu ulteriormente aggravata dall’intervento inglese: Giovanni di Borgogna offrì territori francesi a re Enrico V in cambio di sostegno militare. Questo portò al Trattato di Troyes del 1420, che diseredava i figli di Carlo VI e riconosceva Enrico V come erede del trono. Alla morte del re, la successione fu rivendicata dal figlio Carlo VII, che affrontò la fase finale della Guerra dei Cent’Anni, segnando la continuità della dinastia Valois nonostante le profonde divisioni politiche e le instabilità che avevano caratterizzato il regno durante il regno del “Beneamato”.

Fonte:  Superabile.it

Photo: Superabile.it

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